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Trieste, caso Liliana Resinovich: secondo l’autopsia è morta per scompenso cardiaco

La 63enne scomparsa il 14 dicembre scorso, Liliana Resinovich, secondo l'autopsia svoltasi oggi pomeriggio, dopo il riconoscimento effettuato in mattinata dal fratello Sergio, è morta per scompenso cardiaco. Ora si attendono gli esami tossicologici.

Cronaca
Pubblicato il 11 gennaio 2022, alle ore 20:47

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Trieste, caso Liliana Resinovich: secondo l’autopsia è morta per scompenso cardiaco

Dopo il riconoscimento della salma trovata lo scorso 5 gernnaio nei pressi dell‘ex ospedale psichiatrico di Trieste, avvenuto stamattina dal fratello di Liliana Resinovich, Sergio, oggi pomeriggio, martedì 11 gennaio, è stata eseguita l‘autopsia da cui è emerso che la donna 63enne, scomparsa il 14 dicembre e ritrovata cadavere, sarebbe morta per scompenso cardiaco acuto.

Per avere certezze sulla morte di Liliana occorre attendere gli esami tossicologici secondo quanto reso noto dal Procuratore Antonio De Nicolo tramite comunicato. Gli esami tossicologici non saranno disponibili prima di 30 giorni. Il reato ipotizzato resta il sequestro di persona a carico di ignoti.

L’autopsia non chiarisce il giallo della morte di Liliana Resinovich 

In un comunicato del Procuratore Antonio De Nicolo è scritto che l’esito dell’autopsia, effettuata dal medico legale Fulvio Costantinides, è “scompenso cardiaco acuto”, e non sono stati rilevati “traumi da mano altrui atti a giustificare il decesso”, precisando che per conoscere con attendibilità l’effettiva causa di morte è necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici non disponibili prima dei 30 giorni. 

Seguiranno inoltre altre investigazioni della Squadra Mobile di Trieste e della Polizia Scientifica. Il reato ipotizzato resta dunque sequestro di persona a carico di ignoti. Il fascicolo processuale resta aperto per lo stesso reato con il quale era stato aperto all’indomani della scomparsa della 63enne, dato che al momento non ci sono motivi per ritenere che il decesso sia avvenuto a causa di condotte altrui rispetto a quella del suicidio. Nelle prossime ore il magistrato titolare del procedimento, Maddalena Chergia, emetterà il nulla osta al seppellimento della salma.

Sebastiano Visintin, è stato chiamato in questura per il riconoscimento fotografico. Parlando a Ore 14 su Raidue, il marito di Liliana ha dichiarato: “Mi hanno fatto vedere le foto, avrei voluto farle una carezza, ma avevo solo le foto. Ho riconosciuto Lilly, il suo orologio rosa che le avevo regalato, anche il suo giubbotto”, aggiungendo: “Devo capire cosa è successo, se qualcuno ha fatto qualcosa o se lei ha ritenuto opportuno andarsene… Non escludo il suicidio. Nelle foto l’ho vista serena, riconoscibile dal suo ciuffo chiaro. Mi hanno solo chiesto se è lei …la cosa più brutta della mia vita”.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - L'autopsia non è riuscita a risolvere il giallo della morte di Liliana quindi si dovrà attendere un mese per l'esito degli esami tossicologici. La massima vicinanza al marito della vittima con l'augurio che si possa far luce sul decesso della 63enne pensionata, scomparsa il 14 dicembre e ritrovata cadavere il 5 gennaio.

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