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Treviso, 11enne bullizzato nel pulmino della scuola: "i neri si siedono davanti". La madre: "abbiate fiducia nel bene"

Un bambino di 11 anni è stato malmenato ed insultato nel pulmino scolastico a causa della carnagione della sua pelle. A raccontare la storia è la madre, che testimonia la tanta solidarietà degli italiani.

Cronaca
Pubblicato il 11 maggio 2019, alle ore 19:47

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Treviso, 11enne bullizzato nel pulmino della scuola: "i neri si siedono davanti". La madre: "abbiate fiducia nel bene"

Si chiama Vania Fedato ed è la mamma del bambino di soli 11 anni che nei giorni scorsi è stato vittima di un episodio di razzismo nel pulmino scolastico. A raccontare la vincenda è la stessa donna, con un post pubblicato nel social Facebook, all’interno del gruppo di “Cara Italia“, un movimento nato per combattere il razzismo e tutte le forme di discrimanzione, e che da voce agli immigrati stessi e agli italiani che condividono i valori di pace, amore e condivisione. 

Era giovedì 9 maggio quando il post è stato pubblicato. “Ieri mio figlio è stato bulizzato nel pulmino della scuola (media)” scrive Vania dando inizio al racconto, specificando che il bambino di soli 11 anni è stato prima malmenato da due ragazzine, per poi sentirsi rivolgere da una di loro una frase razzista: “i neri si siedono davanti, i bianchi dietro“. Alla domanda della madre sul perchè il figlio non si fosse difeso, il ragazzino ha spiegato che aveva paura di passare dalla parte del torto, e di poter fare del male alle ragazze, seppur più grandi di lui.

Il piccolo alunno è arrivato a scuola piuttosto turbato per la vicenda, ma la solidarietà delle molte persone lo ha aiutato ad affrontare l’accaduto a testa alta e con cuore leggero.

La solidarietà degli italiani

Mamma Vania, nel scrivere il post su Facebook, non voleva mettere in primo piano il terribile episodio di razzismo seppur molto grave, ma piuttosto sottolineare la molta solidarietà avuta.

Mentre a scuola il bambino è stato accolto dai professori e dai compagni di classe che hanno ascoltato la sua storia e l’hanno accompagnato a denunciare l’accaduto alla direzione scolastica, anche alla madre sono poi arrivare molte telefonate di conoscenti e non italiani, che hanno voluto esprimere la loro vicinanza. L’assessore all’istruzione del comune di residenza ha telefonato in prima persona alla donna, affermando che non era mai successo un episodio di razzismo tanto grave, e che prendono tutti le distanze da quelle idee e quelle parole.

Il giorno seguente al fatto, nel pulmino scolastico è salito anche il comandante dei vigili urbani che, durante il tragitto, ha spiegato la gravità dell’accaduto, aggiungendo che fatti del genere non vengono mai tollerati. Le due ragazzine, richiamate in Comune dal Sindaco, hanno affermato di aver pronunciato quelle parole con leggerezza e con nessun intento razzista.

Morale: abbiate fiducia nel bene, nella comunità, nelle istituzioni locali fatte di persone per bene“, scrive Vania per concludere il suo lungo messaggio, affermando di avere fiducia nell’Italia e soprattutto nelle persone per bene che, nonostante le terribili notizie che si contnuano a sentire nei telegiornali, continuano ad essere numerose.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Delle parole davvero meravigliose quelle che ha scritto mamma Vania, nonostante l'episodio che lei ed il figlio 11enne hanno dovuto subire. In molti si sarebbero arrabbiati con il paese e i cittadini e avrebbero perso la fiducia nel prossimo, ma questa mamma ha preferito dare più importanza a tutte quelle persone che si sono avvicinate a lei.

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