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Trecentodue migranti ad Augusta. A bordo anche un morto

Sbarcati trecentodue migranti ad Augusta, recuperati in due interventi dalla nave Libra della Marina Militare. A bordo c'era anche un cadavere, recuperato in mare e vittima di un precedente naufragio. Arrestati quattro scafisti

Cronaca
Pubblicato il 23 giugno 2014, alle ore 15:06

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Trecentodue migranti ad Augusta. A bordo anche un morto

Sbarcati trecentodue migranti ad Augusta, soccorsi nel Canale di Sicilia dalla nave Diciotti della Guardia Costiera, recuperandoli in due interventi. Purtroppo a bordo c’era anche un cadavere, che è stato portato in avanzato stato di decomposizione. Il morto è quasi certamente rimasto vittima di un precedente naufragio, e recuperato al largo delle coste maltesi.

Sfiniti e stanchi i migranti, tutti di origine sub-sahariana, sono sbarcati in evidente stato di spossatezza a causa del viaggio che hanno dovuto affrontare. Tra di loro vi sono anche 15 donne e due minori. Il primo gruppo che è stato soccorso era composto di 106 uomini, tutti infilati su un gommone, ed è stato soccorso dal Pattugliatore della Guardia Costiera. La nave Libra della Marina Militare ha caricato gli altri 196 profughi, raccolti successivamente e che si trovavano precedentemente su un vecchio peschereccio in legno.

Mentre la nave si stava dirigendo verso il luogo dello sbarco, l’equipaggio ha recuperato il cadavere di un altro migrante: questi indossava il giubbotto salvagente ma era in mare da diversi giorni, segno che aveva cercato di mettersi in salvo ma non ce l’aveva fatta. La polizia ha effettuato delle indagini, che hanno portato all’arresto di quattro scafisti, tre dei quali si trovavano a bordo del gommone, mentre il quarto era al timone del peschereccio.

Un ennesimo sbarco che porta nuova gente in Sicilia ad affollare i centri di accoglienza già saturi e a preoccupare la gente del posto. La presenza di nuovi immigrati aggiunge sgomento in un’isola piena di problemi e con la crisi che assale una persona su due: sarebbe ora che questi continui sbarchi volgessero alla fine, e che questi individui che si improvvisano scafisti non mettessero a repentaglio la vita di tante persone che vengono nel nostro paese sperando in condizioni di vita migliori.

Molti di loro si fanno pagare somme elevate per caricare su gommoni insicuri e pericolosi, sapendo benissimo che possono portare a perdere la vita perché a volte troppo pieni e non in condizioni di trasportare pesi eccessivi. I migranti, dal canto loro, fanno enormi sacrifici per mettere da parte la somma necessaria per il trasporto, senza alcuna garanzia da parte degli scafisti.

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