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Tre ragazzi paraplegici tornano a camminare grazie ad un elettrodo

In America, grazie alla collaborazione tra ricercatori, si è impiantato un dispositivo elettrico nella spina dorsale in grado di fare camminare tre ragazzi paraplegici.

Cronaca
Pubblicato il 27 settembre 2018, alle ore 16:03

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E’ la storia di tre ragazzi americani che grazie a due equipe mediche statunitensi sono riusciti a tornare a camminare. Per renderlo possibile è stato impiantato un elettrodo nella loro spina dorsale. I ricercatori della Mayo Clinic e dell’Università di Louisville hanno pubblicato il loro successo rispettivamente nelle riviste Nature e New England Journal of Medicine.

La sperimentazione per superare la paralisi degli arti inferiori non è ancora completata. Sull’efficacia di questo dispositivo non si ha ancora la certezza; in dubbio è infatti la possibilità che questo elettrodo funzioni allo stesso modo per ogni paziente. I ricercatori, inoltre ammettono che non hanno ben chiaro come il dispositivo interagisca e riesca a veicolare i comandi dal cervello ai muscoli bypassando la lesione spinale.

Il caso dei tre ragazzi paraplegici

Per Jered Chinnock, Kelly Thomas e Jeff Marquis le possibilità di tornare a camminare erano fino a poco tempo fa remote. Un sogno anche se coltivavano la speranza che un giorno potessero tornare a camminare sulle proprie gambe.

Grazie ad un elettrodo impiantato nella loro spina dorsale, a livello della lesione al midollo spinale, una volta messo in funzione i tre ragazzi sono riusciti a fare qualche piccolo passo da soli.

I ricercatori che hanno seguito il caso di Jered, in particolare, hanno riferito che dopo poche settimane dall’impianto, il ragazzo riusciva a compiere movimenti simili a dei passi se sdraiato su un fianco: “Solleva la gamba, scalcia il piede”. Dopo 43 settimane, sedute di allenamento e potenziamento muscolare quotidiano, il ragazzo è riuscito a camminare sulle proprie gambe.

L’impianto

I chirurghi hanno impiantato questo elettrodo al di sotto della lesione a carico del midollo spinale. Poi, lo hanno collegato a un dispositivo posto nell’addome al fine di sviluppare impulsi elettrici.

Una volta attivato il dispositivo, i pazienti riescono a camminare spontaneamente senza l’aiuto esterno o l’utilizzo di altro.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - La sperimentazione richiede tempo, molte volte più di quanto ne occorra. Sapere che grazie alla ricerca 3 giovani possono tornare a camminare è una speranza per chi oggi non può farlo con le proprie gambe. La speranza è che la ricerca possa portare delle scoperte anche per trovare le cure a patologie rare e, attualmente, senza cura.

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