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Torino

Torino: pizze regalate al personale sanitario che combatte il coronavirus

Il quotidiano "La Stampa" ha deciso, grazie alla generosità dei suoi lettori, di ringraziare il personale sanitario, medico ed infermieristico che combatte il coronavirus con un progetto chiamato "pizza sospesa". Tutti possono donare un pizza per dire grazie.

Cronaca
Pubblicato il 15 marzo 2020, alle ore 19:15

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Il quotidiano “La stampa” ha deciso di organizzare un progetto per la città di Torino: il progetto si chiama “#pizza sospesa”. Grazie alla generosità di tutti i lettori del quotidiano viene donata una coccola ai medici, agli infermieri a tutto il personale sanitario dell’Amedeo di Savoia e delle Molinette di Torino che stanno lottando con tutte le loro forze contro il coronavirus.

Il progetto è stato realizzato da Carlo Ricatto, titolare di “Bricks Pop Tapas e Pizza”. Carlo, qualche giorno fa dovendo chiudere i suoi locali, come previsto dal decreto per l’emergenza coronavirus, aveva donato tutto ciò che aveva, per esempio pizze e mozzarelle di bufala, al presidio sanitario di Corso Svizzera.

Questo gesto di solidarietà e di lotta allo spreco è stato raccolto con entusiasmo dai membri dell’ospedale: “La pizza è la cosa più normale che ci sia e quando le abbiamo consegnate all’ospedale abbiamo visto gli infermieri commuoversi. Per questo abbiamo deciso di non lasciare solo chi da settimane sta lottando per noi e con noi. La pizza sospesa è un segnale di aiuto concreto non solo grazie alle donazioni ma è anche un supporto emotivo e che aiuterà a sorridere chi sta lavorando con turni estremi e senza sosta“.

L’iniziativa #pizzasospesa è partita nel pomeriggio dell’11 marzo attraverso le pagine social ed in poche ore ha ottenuto un riscontro immediato permettendo di raccogliere in poco tempo una cifra che si aggira intorno ai € 400. L’intento di questo progetto è poter ringraziare tutto il personale medico, infermieristico e sanitario che lotta con tutte le sue forze senza mai fermarsi per sconfiggere il coronavirus e salvare la vita di milioni di persone.

Come funziona il progetto

Pizza sospesa funziona in modo molto semplice. È sufficiente fare una donazione di qualunque importo si voglia a “specchio dei tempi“. Una volta fatta la donazione è sufficiente mandare la ricevuta del versamento (anche come screenshot) a Bricks attraverso le pagine social di Facebook o Instagram. Non appena Bricks riceve la prova del versamento inforna immediatamente una pizza e la consegna agli ospedali torinesi Amedeo di Savoia o Molinette.

Nella serata dell’11 marzo sono state prodotte e consegnate una settantina di pizze e sono già stati preparati i panetti che serviranno per questa sera ed inoltre si è già provveduto ad inoltrare i nuovi ordini di mozzarella e materie prime. Le pizze sono margherita, vengono realizzate da Liviu Coeflec, vengono consegnate nell’orario che va tra le 19 e le 21 ed hanno un prezzo simbolico di € 5.

L’imprenditore fa sapere che, indipendentemente da quante offerte riceveranno dai donatori, continueranno comunque a fare questa donazione fino a che ce ne sarà bisogno e sperano che l’iniziativa sia presa come esempio è seguita anche da altri colleghi in modo da potere offrire a più strutture il servizio di un piatto caldo come una pizza o degli agnolotti gratis per dire grazie.

Questa iniziativa ha riscosso molto successo, diventando anche “#cena sospesa“. Da oggi all’interno della cucina Ricatto si alterneranno i migliori chef della città che doneranno il loro menù per ringraziare tutti coloro che stanno lottando per noi.

Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Questa è l'Italia di cui sono fiera. Questo è quello che mi fa essere orgogliosa di essere italiana. L'italiano nel momento del bisogno c'è sempre: anche chi ha poco donna quel poco che ha per dire "Grazie" o "io ci sono". Noi italiani avremo mille difetti, dicono che siamo speciali nel "fatta la legge trovato l'inganno", ma siamo anche speciali nell’altruismo e nell'aiutare chi ha bisogno, che sia italiano oppure no.

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