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Torino

Torino, muore dopo un trapianto di cuore. Donati i suoi polmoni per un doppio trapianto

Con tre equipe chirurgiche impegnate in contemporanea, una donna ha donato i suoi polmoni salvando la vita ad altre due persone. Nell'ospedale torinese si registra il record di trapianti durante le feste.

Cronaca
Pubblicato il 27 dicembre 2018, alle ore 10:30

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Torino, muore dopo un trapianto di cuore. Donati i suoi polmoni per un doppio trapianto

Un Natale all’insegna dell’altruismo“, così i medici dell’ospedale Molinette di Torino hanno voluto commentare quanto accaduto durante le 36 ore che ricoprono la notte di Natale e la sua Vigilia. 

Il centro ospedaliero di Torino si è classificato anche quest’anno il centro trapiantologico più attivo in Italia. Nelle 36 ore che ricoprono le festività, dalla Vigilia fino alla tarda notte del 25, sono stati eseguiti numerosi trapianti. 

I trapianti

Protagonista della vicenda è una ragazza del sud Italia, che nei giorni scorsi era riuscita ad trovare un cuore nuovo per curare la sua grave patologia. Nonostante il trapianto fosse andato nei modi migliori, la giovane ha perso la vita.

La famiglia ha consentito la donazione degli organi della figlia e grazie ad i suoi polmoni, durante la notte di Natale altre due persone sono state salvate. Le due vite salvate durante la notte, sono quelle di una donna di 59 anni di Torino, ricoverata da mesi per un progressivo peggioramento delle sue condizioni respiratorie, ed un uomo di 67 anni di Napoli, che è stato trasportato nella notte presso l’ospedale Molinette della Città della Salute. I trapianti sono stati possibili grazie a tre equipe chirurgiche che hanno lavorato insieme durante la notte di Natale. Tutti gli interventi sono riusciti, e i pazienti sono ora in terapa intensiva per essere monitorati.

Oltre ai due polmoni, l’equipe medica, coordinata da Massimo Boffini, ha eseguito anche quattro trapianti di fegato ed altri tre di rene. I numeri sono davvero impressionanti, specialmente se si pensa ai 151 fegati trapiantati dall’inizio del 2018 nella struttura torinese. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Di notizie tristi e brutte durante la Vigilia e la notte di Natale sono state davvero molte, ecco perchè è giusto raccontare anche queste storie. Sono storie che parlano di speranza e di amore. C'è ancora speranza per questa umanità e per le persone, per questo non dobbiamo mai mollare ed essere sempre la parte migliore di noi. Un grazie speciale a tutti coloro che durante le feste sono lontani dalle loro famiglie per salvare delle vite.

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