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Torino, i dubbi di "Chi l’ha visto" sull’omicidio di Stefano Leo: forse è stato premeditato

Sulla scorsa puntata di "Chi l'ha visto", Federica Sciarelli avanza l'ipotesi che l'assassinio di Stefano Leo non sia stato un colpo di follia guidato dalla depressione di Said Machaouat, ma un omicidio premeditato.

Cronaca
Pubblicato il 4 aprile 2019, alle ore 08:50

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Torino, i dubbi di "Chi l’ha visto" sull’omicidio di Stefano Leo: forse è stato premeditato

Continuano le indagini sull’omicidio di Stefano Leo, il ragazzo di 33 anni accoltellato per strada mentre si stava dirigendo sul posto di lavoro come faceva ogni mattina. Dopo settimane di silenzio a caccia del suo assassinio, è stato proprio quest’ultimo a dirigersi dalla polizia per confessare il delitto commesso, giustificandolo come un atto di pazzia guidato dalla forte depressione che lo affligge.

Secondo Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice di “Chi l’ha visto“, sembra esserci qualcosa di strano nella sua confessione. La confessione di Said Machaouat è arrivata il 1° aprile scorso, dopo settimane di indagini per scoprire che fine avesse fatto l’assassino di Stefano Leo. Secondo le parole rilasciate dal 27enne, il movente del folle gesto è stata la depressione che lo affliggeva a causa della separazione con la moglie che gli ha vietato di incontrare la figlia, e la presenza di un altro uomo al suo fianco che la bambina chiama “papà”. Ma è davvero quello che è accaduto? Secondo alcune prove mostrate durante la trasmissione di “Chi l’ha visto“, potrebbe essere accaduto qualcosa di ben diverso.

I dubbi di “Chi l’ha visto”

E’ la giornalista Federica Sciarelli ad avanzare l’ipotesi che l’omicidio di Stefano Leo non sia stato frutto di un momento di pazzia, ma che si sia trattato di un omicidio premeditato con scambio di persona. Secondo la conduttrice televisiva infatti, il vero obbiettivo non era il 33enne, che si è trovato tragicamente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Mentre Said afferma in modo sconvolgente che voleva uccidere qualcuno per lasciare un segno e per strapparlo dai suoi cari, decidendo poi Stefano Leo per l’aria felice che aveva, avanza l’ipotesi che la vera persona che il 27enne voleva colpire era il compagno dell’ex moglie, che ai carabinieri ha raccontato essere uno dei motivi principali della sua depressione.

Federica Sciarelli mostra tramite le telecamere della zona in cui è avvenuto l’omicidio, che Said si trovava nel luogo dov’è avvenuto l’accoltellamento già alle 9:35 di mattina, a guardarsi attorno come se stesse cercando qualcuno. L’omicidio del giovane è avvenuta verso le 11 di mattina, dopo quasi un’ora e mezza dall’arrivo del 27enne sul posto. Se davvero si fosse trattato di un gesto di pazzia, Said non si sarebbe fermato tanto tempo a pensare o a cercare qualcuno. Questo è quanto ipotizza la giornalista di “Chi l’ha visto“, ricordando che l’assassino era già stato denunciato dall’ex moglie per maltrattamenti familiari, e per questo allontanato da casa, ed è stato denunciato anche dall’ex datrice di lavoro per i suoi atteggiamenti aggressivi e minacciosi.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Mi trovo d'accordo con le ipotesi fatte dalla giornalista Sciarelli. Qualcuno che agisce per depressione o per un colpo di pazzia, non rimane tutto quel tempo ad aspettare che passi qualcuno in particolare. Puoi aspettare qualche minuto, ma un'ora e mezza è troppa e lascia davvero intendere che ci fosse un obbiettivo per specifico.

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