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Torino

Torino: Alex Pompa, che aveva ucciso il padre, va ai domiciliari e potrà sostenere l’esame di maturità

Il diciottenne che ha ucciso il padre per difendere la madre starà ai domiciliari a casa di un compagno di classe e potrà preparare gli esami di Stato.

Cronaca
Pubblicato il 20 maggio 2020, alle ore 17:32

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Torino: Alex Pompa, che aveva ucciso il padre, va ai domiciliari e potrà sostenere l’esame di maturità

Concessi gli arresti domiciliari ad Alex Pompa, il diciottenne della provincia di Torino che il 30 aprile scorso uccise il padre con ventiquattro coltellate, stanco delle continue violenze nei confronti della madre.

Immediata fu la mobilitazione della scuola in primis in favore dello studente – persino il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina intervenne in suo favore – definito da tutti come un ragazzo giudizioso che, di sicuro, aveva inferto quelle pugnalate al culmine di un ennesimo episodio di violenza di cui la madre era continuamente vittima da parte del padre. Lui stesso, Alex, è stato definito da tutti vittima e non carnefice.

La decisione del Tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza della difesa, gli ha concesso gli arresti domiciliari a casa del suo miglior amico e storico compagno di banco con cui negli anni ha condiviso non solo il banco nella sua aula scolastica, ma anche sogni e paure. Non potrà però avere alcun tipo di contatto con la madre o con il fratello, in quanto testimoni oculari dell’accaduto. 

Avrà modo di provare a distogliere il pensiero almeno per un po’ preparando gli esami di stato a cui è stato ammesso con ottimi voti dal consiglio di classe dell’Istituto Alberghiero Prever di Pinerolo – il cui preside ha sottolineato che la scuola aiuta chi ha bisogno– che frequentava con costanza e disciplina a conferma del suo essere sempre stato un ragazzo con la testa sulle spalle, che ha dovuto sopportare troppo a lungo le ripetute violenze del padre Giuseppe.

Pare che il suo legale, l’avvocato Claudio Strata, abbia depositato una memoria di novanta pagine e la trascrizione di duecento audio che testimonierebbero le continue vessazioni, le continue e gravi minacce quotidiane da parte di una persona che, accecato dalla gelosia, si rendeva artefice di azioni che sono state definite dalla difesa del ragazzo “da pelle d’oca“.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Il pm che coordinò le indagini aveva parlato di un omicidio per vendetta, ma i giudici sembrano aver capito quanto ha dovuto sopportare questo ragazzo che, come ha detto il suo avvocato, merita finalmente la vita normale che non ha avuto negli ultimi 18 anni. Certo, non sarà facile superare il tutto, ma è già un piccolo passo.

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