Una storia sconvolgente ha attraversato la vita di una ragazzina di 13 anni, violentata per mesi da una branco di 15 ragazzi coetanei che la minacciavano e le dicevano che avrebbero spifferato tutto. Non solo: i balordi facevano le foto di ciò che accadeva e la minacciavano di divulgarle e di fare sapere a tutti cosa faceva Margherita, un nome di fantasia ovviamente.
La vicenda ha luogo a Torino, nel quartiere Falchera, e le violenze si svolgevano in un garage: una storia che a quanto pare però molti sapevano, ma non avevano intuito che la ragazzina fosse sotto ricatto. Tutti facevano commenti sulla vicenda e nel frattempo la storia andava avanti da settembre, ignorata dagli adulti che non intervenivano per capire la verità. Ad un certo punto Margherita si è ribellata, stava male e aveva deciso di non recarsi più nel garage. Ad un’amica aveva detto: “Non mi lasciano in pace, non ce la faccio più, sto malissimo”.
La ragazzina era pervasa da un senso di colpa che inondava il suo essere, e da una vergogna per ciò che era successo, anche se lei non era stata solo coinvolta e non aveva agito di sua volontà. La storia ha il suo epilogo quando, il 20 gennaio, arriva a casa una busta anonima con dentro una fotografia scioccante. Il branco aveva proclamato la vendetta e lei si era sentita morire. Così, tra le lacrime, ha raccontato tutto alla madre che è rimasta sconvolta dalla terribile vicenda.
Affranta e distrutta, la donna ha parlato con il preside e ha chiesto il trasferimento della figlia. La ragazzina ha sporto denuncia, e dalle indagini i carabinieri hanno accertato che due ragazzi del branco frequentavano la stessa scuola di Margherita. A loro la polizia ha sequestrato telefoni e computer, ed è anche emerso che tra gli appartenenti alla banda pochi hanno compiuto quattordici anni.
La ragazzina ha cambiato scuola e le amiche non l’hanno abbandonata, ma tuttora riceve minacce perché ha denunciato la violenza. Nel quartiere Falchera questa è una delle storie più brutte e degradanti finora sentite e avvenute nella scuola media che si trova in questo territorio, una scuola che ha tanti problemi da affrontare e che tanti stanno cercando di far uscire da questa continua ondata di violenza.