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Tonno rosso e pesce spada inquinati da sostanze nocive

La trasmissione Le iene ha messo in risalto la drammaticità dell'inquinamento del mare e la conseguente pericolosità del pesce.L'oncologo David Khayat consiglia di limitarne il consumo, soprattutto di tonno rosso e pesce spada

Cronaca
Pubblicato il 27 febbraio 2014, alle ore 01:04

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Tonno rosso e pesce spada inquinati da sostanze nocive

Nella puntata del 26 febbraio la trasmissione di Italia 1, Le Iene, ha mandato in onda un servizio di Luigi Pelazza in cui si parla dell’inquinamento del mare e della pericolosità per la nostra salute di alcuni pesci che comunemente mangiamo, in particolare tonno rosso e pesce spada. Il mare è ormai diventato un cumulo di sostanze nocive a causa dell’incuria dell’uomo che per anni ha buttato nelle sue acque rifiuti industriali, e non si parla solo di mafia, delle acque fognarie non depurate da parte dei comuni e dei rifiuti dei normali cittadini. E come sempre la natura non dimentica il modo in cui la trattiamo, poichè a rimetterci siamo tutti.

A causa della trasformazione del mare in discarica, le sue acque sono piene di metalli pesanti tra cui cadmio, mercurio, piombo e arsenico; queste sostanze vengono assorbite dai pesci, soprattutto di taglia grossa, perchè si cibano dei pesci più piccoli a loro volta inquinati e perchè vivendo più a lungo assumono maggiori quantità di questi metalli. Tali pesci finiscono, poi, nella nostra catena alimentare e mangiandoli ne assorbiamo le sostanze nocive contenute nelle loro carni, diventando parecchio pericolose dato che il nostro organismo non è in grado di espellerle e tra queste la più temibile è il mercurio, che è cancerogeno.

L’oncologo, David Khayat, Presidente dell’Istituto Nazionale dei tumori in Francia, ha confermato all’inviato del programma Le Iene, Luigi Pelazza, la effettiva pericolosità del pesce inquinato, soprattutto di tonno rosso e pesce spada, consigliando di evitarne l’abuso e limitandone il consumo ad  un paio di volte al mese. Da evitare del tutto il consumo da parte dei bambini di età inferiore ai sei anni e alle donne incinte, perchè questo pesce inquinato potrebbe danneggiare lo sviluppo e la crescita delle facoltà neurologiche del nascituro.

L’Unione Europea, consapevole ormai dell’inquinamento dei mari, ha stabilito un limite tra il peso del pesce e la quantità di mercurio: per un chilo di pesce non deve essere presente più di un milligrammo di mercurio. La salute dei consumatori non viene tuttavia garantita, perchè i controlli nelle pescherie vengono fatti a campione dai veterinari dell’Asl e se il pesce è già stato venduto non si può rimediare in nessun modo.

Nonostante le autorità sappiano della elevata pericolosità dei metalli pesanti presenti nei pesci, soprattutto del mercurio, non si sono degnate di informare i cittadini e di mettere per legge un limite mensile al consumo di tonno rosso e pesce spada. Si continua a non ritenere importante l’informazione e soprattutto si continua a giocare con la nostra salute.

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