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Test universitari a medicina tra disperati e i soliti imbrogli

I test di ammissione alle Università sempre più criticati, per molti è violato il diritto allo studio. La più discussa, resta anche quest’anno la facoltà di medicina. Pesante la frustrazione per chi non supera i quiz quando poi si contano infinite irregolarità

Cronaca
Pubblicato il 21 aprile 2014, alle ore 10:41

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Test universitari a medicina tra disperati e i soliti imbrogli

Giusti o non giusti, che piacciano o meno, i test universitari nelle molte facoltà italiane restano lo scoglio che migliaia di studenti devono oltrepassare per coronare i loro sogni ma nello stesso tempo per garantirsi il diritto allo studio che la Costituzione dovrebbe già di per se garantire.

Cosi mentre la consuetudine li chiama test di ammissione, molti leggono “diritto allo studio negato”. Quest’anno, una su tutte, la facoltà di medicina che ha visto 63mila studenti alle prove di ammissione, come sempre sono stati decimati, cosi sale la protesta delle associazioni degli studenti contro questo sistema ritenuto quanto meno balordo. Sarà pur necessario scremare gli aspiranti del camice bianco per innalzare il livello culturale dei futuri dottori, ma quanto attendibile può essere questo sistema di selezione?

Intanto a Bari la Digos ha avviato un’inchiesta per un fatto accaduto il giorno dei quiz, all’ateneo Aldo Moro, dove un plico contenente materiale d’esame oltre ad essere stato ritrovato aperto era privo di una delle buste contenenti i test. Il reato ipotizzato è furto finalizzato alla truffa, tuttavia il ministro dell’Istruzione ha subito chiarito che i test non saranno annullati e conferma la prossima pubblicazione dei risultati con la graduatoria nazionale per il 12 maggio.

In campo anche il Codacons già pronto a presentare ricorso innanzi al Tar del Lazio. La richiesta è unanime: la cancellazione dei test con il passaggio al sistema “francese” o “svizzero” che da a tutti la possibilità di iscriversi alla facoltà di Medicina, ma che lascia poi agli studenti, l’onere di dover dimostrare entro l’anno il diritto di far parte del corso di laurea attraverso il superamento di tutti gli esami previsti.

Sembra facile e oltre tutto ovvio come sistema di selezione, ma ancora una volta sono gli interessi economici a farla da padrone e non i diritti dei cittadini, notevole è infatti l’introito di cassa per le università italiane ottenuto solo con l’iscrizione alle prove d’ingresso. Non sono pochi infatti i bilanci degli atenei in cui si ritrova la voce “test di ammissione”, per l’anno accademico 2014/2015 la media per i soli test è stata di 35 euro per Medicina con incasso di circa 2milioni 205mila euro.

Crollerà questo muro di gomma? Magari ci vorrà del tempo, magari l’ennesima riforma epocale, intanto i poveri ed esausti studenti italiani dovranno lasciare i loro sogni chiusi nel cassetto con la speranza che il test d’ingresso lo facciano non loro ma magari alcuni burocrati ministeriali.

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