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Terremoto, scosse continue a L’Aquila: si teme il peggio

La terra abruzzese ha tremato ancora in modo significativo, questa notte. Due scosse di magnitudo 3.7 e 3.4 hanno riportato la paura tra la gente. Nessun ferito.

Cronaca
Pubblicato il 8 dicembre 2019, alle ore 13:33

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Terremoto, scosse continue a L’Aquila: si teme il peggio

Questa notte sono state registrate due scosse di terremoto in breve sequenza nella provincia de L’Aquila. La prima, alle 22.58 di ieri 7 dicembre, di magnitudo 3.7 e, subito dopo, la seconda di magnitudo 3.4: lo ha riferito un tweet dell’Ingv.

Secondo quanto ha riferito l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l‘epicentro delle due scosse è stato individuato a circa due chilometri dal comune di Barete, circa 17 chilometri da L’Aquila. Lo spavento ha riportato alla memoria di tutti il terremoto di dieci anni fa.

Subito il centralino dei vigili del fuoco ha cominciato a squillare: per questo i vigili hanno ritenuto opportuno informare la popolazione con un tweet su quanto era realmente accaduto: “L’Aquila 22.55, registrata scossa di terremoto magnitudo 3.7 tra i comuni di Barete, Cagnano Amiterno e Pizzoli: arrivate alle sale operative dei vigili del fuoco soltanto richieste di informazioni“.

Alle 23.16 una seconda scossa, ma più lieve della prima, di magnitudo 3.4, ha mantenuto un clima di attenzione e ansia. Secondo le prime informazioni raccolte non ci sarebbero stati danni a cose o a persone, ma soltanto il sopralluogo che avverrà in mattinata dirà esattamente la situazione. Anche questa volta l’uso dei social ha saputo tenere unita tutta la zona, facendo conoscere a parenti e amici la propria situazione reale.

Il consigliere comunale Claudio Gregori ha riferito “C’è stata paura ma rimarremo a dormire nelle nostre case perché dopo il terremoto del 2009 sono sicure“. Mario Mattia, vulcanologo dell’Ingv, riferendosi non solo all’Abruzzo, si dice, invece, preoccupato riferendo che è realistico pensare che il big un giorno arriverà, “ma non si può prevedere“, poi aggiunge “potrebbe arrivare. Non si può escludere”. Mattia paragona questo possibile evento catastrofico a quelli già vissuti dalla città di Catania prima nel 1189, poi nel 1693, e si sente sicuro nell’affermare che “è realistico ed ovvio pensare che altri eventi sismici importanti si verificheranno“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Se gli eventi, anche catastrofici, avvengono piano piano, ci si abitua ad essi e, quasi quasi, non ci si accorge neppure di quanto sta accadendo attorno a noi: anzi, forse neppure ce ne accorgeremo se non ci fosse chi tiene sotto controllo la situazione. Ma se un evento distrugge una città, un paese, senza lasciare il tempo di capire cosa stia succedendo, allora la chiamiamo catastrofe.

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