Iscriviti

Terra dei fuochi, si continua a bruciare rifiuti, arrestato cinquantenne

Ennesimo episodio di rogo tossico nella terra dei fuochi, un cinquantenne arrestato dalla Polizia municipale, mentre era intento a bruciare rifiuti in una via poco distante dal centro abitato di Sant'Antimo (Na). L'uomo rischia fino a sei anni di reclusione

Cronaca
Pubblicato il 24 marzo 2014, alle ore 08:22

Mi piace
2
0
Terra dei fuochi, si continua a bruciare rifiuti, arrestato cinquantenne

Sant’Antimo. Nonostante le notizie, i dibattiti televisivi, le leggi ad hoc per scongiurare il pericolo tumori causato dagli incendi in Campania, non è in diminuzione il numero di persone che si ostinano a bruciare sostanze velenose. Il teatro dell’ultimo incendio è stato Sant’Antimo, comune a nord di Napoli. Il comune era stato già inserito nella lista dei 33 comuni della provincia di Napoli sottoposti alla mappatura dei terreni, che è stata effettuata dal Ministero della agricoltura, al fine di accertare lo stato di salute degli stessi.

La vicenda vede protagonista un uomo di cinquant’anni residente in Succivo, paese situato nell’agro aversano (anch’esso facente parte della terra dei fuochi). L’uomo è stato bloccato dai vigili urbani di Sant’Antimo l’ altro pomeriggio, mentre era intento ad alimentare un rogo tossico, in via Pietroluongo nelle vicinanze di alcune abitazioni. Meritevole il senso civico di un passante, che ha tempestivamente messo in allarme gli agenti della Polizia municipale, i quali si sono recati immediatamente sul posto, sorprendendo il piromane mentre era intento, quasi compiaciuto, ad osservare il denso fumo nero, che si alzava dalle fiamme provocate dalla combustione dei rifiuti.

Il cinquantenne per questo suo atto scellerato, è stato accusato di combustione illecita di rifiuti, e per quanto disposto dal Pubblico Ministero della Procura di Napoli, Giovanni Corona, è stato processato per direttissima, successivamente è stato accompagnato agli arresti domiciliari su disposizione del giudice, aspettando che venga effettuato il processo ordinario.

Grazie al decreto Legge per la terra dei fuochi, approvato in senato il 5 febbraio di quest’anno, l’uomo rischia di subire una condanna che va dai tre ai sei anni di reclusione.

Quest’episodio dimostra che nonostante gli sforzi dello stato, che ha adottato numerosi provvedimenti a riguardo (uno dei tanti è l’invio dei soldati in Campania proprio per scongiurare il problema dei roghi tossici), non si trova il modo di sconfiggere questo fenomeno che non sembra essere affatto in via di declino, evidentemente alimentato dalla forte ignoranza e dal mancato senso civico di alcune persone, che non hanno idea di cosa sia il rispetto sia verso gli altri che verso se stesso, perchè in queste occasioni è anche il carnefice a pagare.

Video interessanti:
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!