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Terni: vietate scollature e minigonne in strada

E' vietato a chiunque di mantenere un abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione: è questo uno dei passaggi di un'ordinanza firmata dal sindaco di Terni

Cronaca
Pubblicato il 30 ottobre 2021, alle ore 12:11

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Terni: vietate scollature e minigonne in strada

Donne ai margini, ridotte a decoro urbano, messe alla stessa stregua dei bidoni dell’immondizia rotti, delle buche, della pavimentazioni staccata o dei lampioni rotti. L’ordinanza del sindaco di Terni, Leonardo Latini, centrodestra, contro il degrado colpisce.

Per degrado si intende l’esposizione eccessiva dei corpi delle donne che potrebbe essere punite con multe che vanno dai 200 ai 600 se questo accade in determinate vie della città.

La vicenda

Vietato girare in strada con “abbigliamento indecoroso o indecente” perché potrebbe contribuire a turbare “il decoro e la vivibilità dei luoghi” cittadini e soprattutto indurre a pensare che si eserciti la prostituzione. È quanto prevede la nuova ordinanza anti prostituzione firmata da sindaco di Terni, il leghista Leonardo Latini, ora finita al centro di una accesa polemica nella città umbra per i suoi contenuti e divieti che vanno al di là dello scopo dichiarato.

Con lo scopo di stroncare la prostituzione sul proprio territorio, infatti, la giunta comunale ha emanato un testo ricco di divieti che vanno appunto dal proibire un “abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”, all’impedire segni “di richiamo, di invito e di saluto allusivo“.

Per l’ordinanza, valida fino al 2022, è inoltre vietato intrattenersi e “chiedere informazioni ai soggetti che pongono in essere gli atteggiamenti sopraindicati”.Frasi e parole che hanno scatenato subito immediate polemiche da parte di opposizioni politiche e associazionismo locale sia perché declinate unicamente al femminile, sia perché troppo generiche e per nulla concrete che potrebbero dare adito a equivoci.

Al momento infatti non ci sono linee guida per attribuire le sanzioni che vanno dai 200 ai 500 euro. “Il sindaco di Terni emana un’ordinanza che impone alle donne il divieto di abbigliamento provocante, pena l’equiparazione a prostitute” ha scritto invece la senatrice umbra derl M5s, Emma Pavanelli, aggiungendo: “Invece di trovare soluzioni ai problemi della città e risollevare il sindaco vuole eliminare la prostituzione vietando minigonne e scollature e limitando la libertà delle donne”.

Parole a cui hanno riposto i consiglieri comunali della Lega, sottolineando che in passato anche sindaci di centrosinistra “hanno adottato ordinanze simili, sia negli intenti che nei contenuti” e che “Ci sono battaglie che non dovrebbero avere colore politico” perché l’obiettivo universale dovrebbe essere garantire sicurezza e decoro.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Lo sfruttamento della prostituzione è un crimine vergognoso che deve essere combattuto dalle amministrazioni comunali e dalle forze dell'ordine. Quello che fa male, all'informazione e al quieto vivere civile, è sparare certe parole chiave che vanno a colpire la libertà delle donne e il diritto di vivere come si vuole nel rispetto delle regole. I diritti delle donne non sono violati da chi ha firmato l'ordinanza ma di chi sfrutta e acquista sesso da queste persone che nel 90 per cento dei casi non hanno scelto questa vita ma la subiscono.

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