Nel cuore della Capitale, tra arrivi e partenze che scandiscono le giornate di migliaia di persone, la Stazione di Roma Termini rappresenta da sempre un presidio strategico per la sicurezza urbana. Proprio in questo snodo fondamentale è però emersa un’indagine che coinvolge appartenenti alle forze dell’ordine in servizio nello scalo.
L’inchiesta, coordinata dalla procura di Roma, prende avvio da un’anomalia contabile rilevata all’interno di un esercizio commerciale situato nell’area della stazione. Durante l’inventario di inizio 2024 sarebbe emerso un ammanco di circa 184 mila euro, riferito all’anno precedente: una cifra considerata ben superiore alle perdite ordinarie registrate nel settore del commercio al dettaglio.
A seguito delle prime discrepanze, sono stati effettuati controlli approfonditi, anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nel punto vendita. Grazie a questi elementi, è stato possibile trovare delle prove, tanto che gli investigatori hanno potuto ricostruire il presunto meccanismo basato su sottrazioni ripetute nel tempo, anche di modesta entità, ma comunque continuative.
Secondo le ipotesi investigative, una dipendente del negozio avrebbe selezionato alcuni articoli, rimuovendo i dispositivi antitaccheggio e preparandoli per la consegna. I prodotti, tra accessori, abbigliamento e cosmetici, sarebbero stati poi ritirati da soggetti che oggi risultano iscritti nel registro degli indagati. Complessivamente le persone coinvolte sono quarantaquattro, tra cui ventuno appartenenti a Polfer e arma dei carabinieri in servizio presso lo scalo, oltre ad altri lavoratori.
Si tratterebbe, stando alle ricostruzioni, di prelievi di entità contenuta ma reiterati, capaci nel tempo di generare un danno economico significativo. Il procedimento si trova ancora nella fase preliminare e spetterà alla magistratura accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, la vicenda riaccende il dibattito sull’importanza dei controlli interni e sulla necessità di garantire trasparenza e correttezza in ogni ambito della pubblica amministrazione, soprattutto in luoghi simbolo della vita cittadina come la principale stazione ferroviaria romana.