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Tempi di crisi e gli italiani vendono 300 tonnellate d’oro

Numeri da capogiro nel settore di vendita dell’oro, gli italiani in difficoltà hanno ceduto 14 miliardi di preziosi di famiglia. Ora non hanno più oro da vendere, e nell'attesa che fosse regolamentato il settore, chi poteva arricchirsi lo ha fatto

Cronaca
Pubblicato il 2 aprile 2014, alle ore 11:17

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Tempi di crisi e gli italiani vendono 300 tonnellate d’oro

Tempi di crisi, e gli italiani vendono per far cassa, per ora vanno via i gioielli di famiglia, ricordi più o meno preziosi ma per loro ben valutati dal mercato, l’anno peggiore da questo punto di vista è stato il 2012 quando come funghi spuntavano le attività commerciali con scritto nell’insegna compro oro, ma oggi anche i loro affari vanno male.

Il presidente di Unioncamere, ha esposto la questione alla commissione Industria del Senato, scoprendo i numeri del fenomeno: 200 le tonnellate d’oro vendute nel solo 2012, per valore di scambio di 8 miliardi di euro. Ancor peggio andò nel 2011 quando le tonnellate vendute furono 300 per un giro d’affari di 14 miliardi di euro.

Il settore non è attualmente regolamento a sufficienza e giacciono al Senato alcuni disegni di legge, la questione non è di poco conto perché mentre gli oggetti finiti sul mercato al di fuori da qualsiasi controllo sono oltre 20 milioni di pezzi, gli esercizi autorizzati da Bankitalia sono solo 554 su tutto il territorio nazionale. Conti presto fatti: tutti gli operatori non autorizzati si muovono nel solco del vuoto normativo, non sono rari gli affari gestiti dalla criminalità organizzata tra riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti.

La mancanza di regole e il fatto che oggi non necessitano autorizzazioni per aprire un punto di compra vendita d’oro, ha fatto aumentare, secondo i dati della Guardia di finanza, di cinque volte in due anni il loro numero. Troppo facile insomma, per aprire questo tipo di attività non servono permessi e lo può fare chiunque, l’unico vincolo di comunicare l’avvio attività, secondo una legge del 2000, ce l’ha solo chi fonde i metalli preziosi, non anche chi tratta prodotti finiti, come le gioiellerie.

Cosi come in tutti i settori, da un lato ci sono le imprese legali e trasparenti, dall’altro quelle illegali, le prime qui sono in una percentuale non superiore al 40% del totale, questo è quanto si rileva nel dossier depositato al Senato insieme ai disegni di legge. Per ora in prima linea ci sono le fiamme gialle della Guardia di Finanza, nel 2013 e solo per i primi 8 mesi, si sono contate: 86 persone denunciate, 52 arresti, 179 chili d’oro sequestrati e controlli su 3000 negozi con ben 113 milioni di euro non dichiarati e 31 evasori totali.

Il mercato sembra per ora esaurito: la fortissima domanda ha trainato l’offerta finché il filone si è esaurito e la quotazione del metallo prezioso è crollata. Chi aveva oro da vendere lo ha venduto, il paradosso ora è che è in crisi chi con la crisi si è arricchito e anche in questo caso, se la legge mai arriverà sarà come blindare la porta di casa dopo che i ladri sono scappati via. Intanto quando le famiglie italiane per arrivare a fine mese avranno finito tutto l’oro, se la ripresa economica nel nostro paese tarderà ad arrivare, cosa saranno costrette a vendere?

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