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Taranto, 66enne segregato in casa e picchiato da una baby gang: morto in ospedale

Trovato segregato presso la sua abitazione un uomo di 66 anni, legato da giorni in una sedia e picchiato da una baby gang: 14 ragazzini di cui solo 2 maggiorenni. L'uomo è morto in ospedale.

Cronaca
Pubblicato il 27 aprile 2019, alle ore 16:59

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Taranto, 66enne segregato in casa e picchiato da una baby gang: morto in ospedale

Orrore in provincia di Taranto, dov’è venuta alla luce una storia di violenza che ha sconvolto l’intera città di Manduria. Il 6 aprile scorso, sotto segnalazione di alcuni vicini di casa, gli agenti del Commissariato locale hanno fatto irruzione presso un’abitazione del posto, facendo il ritrovamento di Antonio Stano, un uomo di 66 anni che soffriva di disagio psichico e che da giorni era tenuto legato ad una sedia senza alcuna possibilità di muoversi.

Quello che si scoprirà poi è una storia ancora più tragica, che vede il 66enne vittima di ripetuti episodi di violenza fisica, minacce ed insulti da parte di una baby gang composta da 14 ragazzi, di cui solo 2 di loro maggiorenni. Secondo quanto è stato affermato poi dai vicini di casa dell’uomo, le violenze andavano avanti da anni. Sono stati trovati infatti alcuni video registrati sin dal 2012 e fatti dagli stessi aggressori che testimoniano le brutali violenze subite dal 66enne. La baby gang si inviava tramite una chat di WhatsApp i filmati delle aggressioni.

Dopo il ritrovamento dell’uomo fatto il 6 aprile scorso, Antonio Stano è stato portato d’urgenza in ospedale, dove nelle settimane successive è stato sottoposto a due interventi chirurgici per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale, ma il 23 aprile, martedì scorso, l’uomo è deceduto presso la struttura ospedaliera.

14 ragazzi sotto indagine

Sono 14 i ragazzi che componevano la baby gang sotto indagine per la morte di Antonio Stano, l’uomo di 66 anni che è stato segregato in casa per giorni e aggredito psicologicamente e fisicamente. Solo due dei 14 ragazzi risultano essere maggiorenni, e la procura dei minori e quella ordinaria ora li indagano per omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento.

Stando a quanto è stato affermato, le violenze sembrerebbero aver avuto inizio nel 2012, quando i ragazzini hanno iniziato a prendere in giro il 66enne per i suoi problemi psichici, per poi arrivare anche a picchiarlo e filmarlo in mezzo alla strada davanti ai numerosi passanti, che hanno continuato il loro tragitto senza intervenire in suo soccorso. Successivamente le aggressioni hanno iniziato a svolgersi anche all’interno dell’abitazione di Antonio Stano, dove nell’ultimo periodo è stato segregato e tenuto legato ad una sedia dov’è stato poi rinvenuto dagli stessi agenti del Commissariato locato.

Per ora si aspettano i risultati dell’autopsia che possano riferire le vere cause della morte del 66enne, per scoprire così se il decesso è strettamente collegato alle violenze subite, o al degrato in cui era stato costretto negli ultimi giorni di vita.

Salvini e Di Maio chiedono la massima pena

A commentare l’accaduto sono stati il ministro dell’Interno Matteo Salvini ed il vicepremier Luigi Di Maio. Il ministro Salvini ha affermato che di fronte a queste ingiustizie e violenze, non deve esserci una distinzione tra minorenni e maggiorenni, e che se dovessero risultare colpevoli, è giusto che tutti i ragazzi paghino con la massima pena per quanto commesso. Parole simili anche quelle del vicepremier Di Maio, che oltre a definire la vicenda vergognosa, ribadisce la necessità di aumentare i controlli per la sicurezza dei cittadini italiani, ed in particolare degli anziani spesso lasciati soli.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia che ha davvero dell'assurdo. 14 ragazzini che chiudono in casa un uomo e gli fanno subire le pene dell'inferno. In questi casi mi chiedo davvero dove sia andata l'umanità. Tutti giovani cresciuti in un ambiente normale, che hanno ricevuto l'amore dei propri familiari e che hanno deciso di percorrere questa strada terribile.

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