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Tangenti per ricostruire L’Aquila: arrestate 5 persone

Bustarelle e tangenti per ricostruire il centro de L'Aquila. Arrestate 5 persone, tra cui un funzionario del ministero dei Beni culturali, un professionista e tre imprenditori per corruzione e turbativa d'asta

Cronaca
Pubblicato il 18 giugno 2014, alle ore 11:04

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Tangenti per ricostruire L’Aquila: arrestate 5 persone

Un giro di tangenti e bustarelle è stato scoperto per la ricostruzione del centro de L’Aquila. La polizia e la Guardia di Finanza hanno arrestato cinque persone con l’accusa di avere intascato mazzette per la ricostruzione del centro storico dopo il terremoto. Nella vicenda sono coinvolti un funzionario del ministero dei Beni culturali, un libero professionista e tre imprenditori, i quali sono ora accusati dei reati di corruzione, falso e turbativa d’asta. Ad aggiungersi all’accusa anche l’emissione di fatture inesistenti, che venivano utilizzate per dimostrare i preventivi dei lavori.

La decisione di arrestare le cinque persone è stata presa dalla Procura dell’Aquila, che ha provveduto ad emettere le ordinanze sotto la tutela del gip Giuseppe Romano Gargarella. Gli arresti sono stati la conclusione di una serie di indagini che andava avanti da tempo, in atto per accertare i procedimenti riguardo la ricostruzione di alcuni beni appartenenti alla chiesa e altri beni culturali che si trovano nel centro storico della città, che hanno subito gravissimi danni durante il terremoto del 6 aprile 2009.

Da una prima indagine erano emersi alcuni nomi che erano stati indagati e tra questi già vi erano quelli di alcuni imprenditori e professionisti, oltre a nomi noti di dipendenti pubblici. A condurre le indagini è stato il procuratore della Repubblica Fausto Cardella assieme ai sostituti Antonietta Picardi e David Mancini, ma e’ stata portata a termine dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila. Un’operazione complessa e delicata, che mira a mettere in luce altri aspetti di questa vicenda e forse ancora altri coinvolgimenti.

Molte infatti sono ancora le cose da scoprire su questa vicenda; il giro di tangenti che ha caratterizzato la costruzione del centro dell’Aquila, prevede che anche altre zone della città siano state bersaglio di approfittamenti da parte di persone senza scrupoli. Gli stanziamenti fatti per ricostruire la città ancora non hanno portato miglioramenti visibili nelle condizioni della città, e chissà fra quanto tempo ancora rivedremo le bellezze storico-artistiche del bellissimo capoluogo abruzzese. Maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, ma anche da parte del governo, potrebbero diminuire questo grande desiderio di sopraffazione che caratterizza il nostro Paese.

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