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Svuotano i loculi del cimitero e bruciano i cadaveri: arrestate tre persone a Tropea

In manette sono finiti il custode del camposanto, il figlio e un'altra persona. Sono accusati di associazione a delinquere e violazione di sepolcro. Il gip di Vibo Valentia definisce le immagini riprese dalla Guardia di Finanza come "raccapriccianti".

Cronaca
Pubblicato il 9 febbraio 2021, alle ore 11:20

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Svuotano i loculi del cimitero e bruciano i cadaveri: arrestate tre persone a Tropea

Quella che arriva da Tropea, provincia di Vibo Valentia, è una vicenda davvero raccapricciante, e se non ci fossero le immagini riprese dai militari della Guardia di Finanza si farebbe fatica anche a credere che sia successo per davvero. Secondo quanto riferiscono i media locali e nazionali, tre persone estumulavano i cadaveri già sepolti dai loculi del cimitero, gli facevano a pezzi e poi gli bruciavano, questo nel tentativo di liberare spazio all’interno del camposanto. Il gip di Vibo Valentia ha definito “raccapriccianti” le scene riprese dagli inquirenti. Si pensa che tutto ciò avesse il solo scopo di liberare i loculi per poi rivenderli per nuove sepolture. In manette sono finite tre persone. 

Si tratta di Francesco Trecate, 62 anni e custode comunale del cimitero, suo figlio Salvatore di 38 anni e Roberto Contartese, un 53enne. Quest’ultimo, secondo gli investigatori, sarebbe stato l’aiutante dei due. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, violazione di sepolcro, distruzione di cadavere, illecito smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali e peculato. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Vibo Valentia. 

Cadaveri fatti a pezzi e bruciati

Anche gli inquirenti sono rimasti sconvolti da quanto accadeva all’interno del cimitero. Molti corpi di persone sepolte non sarebbero stati neanche decomposti, per cui gli indagati, dopo aver estratto il corpo dal loculo, lo facevano a pezzi e poi ne bruciavano i resti. Così si perdevano le tracce dei defunti. L’inchiesta è cominciata dopo alcune segnalazioni giunte alla Procura, che ha da subito voluto vederci chiaro. In particolare un professionista del posto ha notato che nel loculo dove era sepolto suo nonno non vi era più la bara. Qualche tempo dopo lì è stata sepolta la moglie di uno degli indagati. 

Le indagini hanno subito una accelerata quando un testimone di giustizia ha raccontato ciò che accadeva al camposanto, informando l’Autorità Giudiziaria che la sparizione dei cadaveri all’interno del cimitero era collegata alla pretesa di denaro del custode. A quel punto l’inchiesta è andata avanti e si è scoperto tutto il sistema illecito, ma anche l’orrore che si svolgeva all’interno della struttura. 

I cadaveri dei morti venivano estumulati senza alcuna autorizzazione. Tra l’altro, nel corso delle indagini, si è scoperto che uno degli indagati percepiva il Reddito di Cittadinanza. La Guardia di Finanza spiega che i soggetti hanno agito in totale sprezzo del regolamento di polizia mortuaria comunale, “approfittando della situazione di grave carenza di posti liberi che da molto tempo esiste presso il Cimitero di Tropea”. Sul caso si attendono ulteriori approfondimenti investigativi.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un episodio orribile quello che arriva da Tropea, e che ci fa davvero riflettere su come le persone siano pronte a tutto pur di fare soldi. L'autorità giudiziaria ha posto fine a tutto questo, arrestando i responsabili, che sono stati ripresi anche con delle telecamere, questo in modo da accertarsi delle accuse a loro carico.

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