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Roma

Svolta nel caso Cucchi, carabiniere confessa e accusa altri 2 colleghi

Colpo di scena all'udienza del caso Cucchi: Francesco Tedesco ha ricostruito i fatti denunciando altri 2 colleghi. Ilaria Cucchi scrive: "Il muro è crollato. Ora in tanti dovranno chiederci scusa".

Cronaca
Pubblicato il 11 ottobre 2018, alle ore 16:59

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Svolta nel caso Cucchi, carabiniere confessa e accusa altri 2 colleghi

Colpo di scena nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che vede sotto accusa cinque carabinieri. Il giovane morì in ospedale in seguito ad un arresto per spaccio avvenuto il 15 Ottobre del 2009.  Uno degli imputati, il carabiniere Francesco Tedesco, ha ammesso il pestaggio ed ha accusato altri due carabinieri di aggressione violenta.

Al processo vi sono oltre a Francesco Tedesco, anche Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo per omicidio preterintenzionale. Mentre, Vincenzo Nicolardi è accusato di calunnia e Roberto Mandolini di calunni e falso.

La confessione e la nota di servizio sparita

Tedesco ha riferito che quella accaduta contro il geometra Stefano Cucchi fu un’azione combinata. Stefano, inizialmente perse l’equilibrio per il calcio sferrato da Raffaele D’Alessandro, successivamente, Di Bernardo lo fece perdere l’equilibrio causandone una forte caduta sul bacino. “Dissi loro basta, che fate, non vi permettete“, ha dichiarato Tedesco, ma nel frattempo un carabiniere diede uno schiaffo violento in volto a Cucchi e l’altro un calcio forte in faccia con la punta del piede, mentre si trovava sdraiato a terra. Sono queste le dichiarazioni che si leggono nel verbale di interrogatorio del 9 Luglio 2018.

Il Pm Giovanni Musarò, ha spiegato, che Tedesco ha interpellato tutte le persone imputate: “Secondo quanto messo a verbale da Tedesco, Roberto Mandolini sapeva fin dall’inizio quanto accaduto. Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro furono gli autori del pestaggio su Cucchi e Vincenzo Nicolardi, quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui”.

Al momento, non è chiaro, se Francesco Tedesco, nell’interrogatorio davanti al pm, abbia ammesso di avere partecipato insieme ai due colleghi al pestaggio, ma, è sicuramente la prima volta che un imputato al processo Cucchi dichiara quanto ricostruito già dalla procura, incominciando dall’ammissione di pestaggio ai danni del giovane Stefano.

Nella confessione di Tedesco è emerso che il giorno della morte di Cucchi, lo stesso Tedesco abbia redatto un’annotazione di servizio in cui riferiva il fatto e inviata alla Stazione Appia dei Carabinieri. Tale documento di vitale importanza per la ricostruzione dei fatti è però scomparso. Il comandante di stazione dell’epoca non ha dato spiegazione logica a tale mancanza.

Le parole di Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi ha commentato su Facebook, le nuove rivelazioni in merito alla morte di sua fratello Stefano: “Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi”. 

La sorella della vittima, ha inoltre dichiarato di aspettare le scuse del Ministro dell’Interno Salvini, dopo la svolta nel processo. Quest’ultimo ha subito replicato: “Caso Cucchi, sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non puo’ mettere in discussione la professionalità e l’eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell’ordine“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Dopo 9 anni emergono delle importanti novità per il caso di Stefano Cucchi. Un caso delineato dai molti insabbiamenti compiuti che non hanno permesso di chiudere questo processo per anni. Finalmente, anche grazie alla costanza di Ilaria Cucchi vi è uno spiraglio per la verità. E' giusto che i Carabinieri che hanno compiuto questo orribile omicidio paghino.

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