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Susanna Tamaro contro Giuseppe Conte: “Chi ci governa pensa a noi italiani come a un popolo di poveri dementi”

Con un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, la scrittrice di origini triestine non nasconde le critiche per la mancanza di lungimiranza da parte di chi è stato chiamato a gestire l’attuale crisi sanitaria.

Cronaca
Pubblicato il 28 ottobre 2020, alle ore 12:03

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Susanna Tamaro contro Giuseppe Conte: “Chi ci governa pensa a noi italiani come a un popolo di poveri dementi”

Per mesi volontariamente distante dai dibattiti e dalle polemiche, dopo aver sentito il premier Conte ricordare che l’evoluzione della crisi sanitaria dipenderà dai nostri comportamenti, Susanna Tamaro ha deciso di rompere il silenzio, esternando il proprio punto di vista su tutto quanto visto finora. Precisando di non essere una negazionista e di rispettare alla lettera tutte le precauzioni necessarie per limitare la circolazione del virus, attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la scrittrice 62enne ha sentito la necessità di condividere alcune perplessità che la assillano da mesi.

La prima in ordine di tempo è legata all’uso delle mascherine. A gennaio quando ai tg venivano diffuse le prime immagini inquietanti dalla Cina, un suo amico medico cinese essendo al corrente del suo problema ai polmoni, le suggerì di indossare categoricamente la mascherina. “Ma come? Tutti i media non fanno altro che dirci che è inutile, ma lui ha insistito: ‘Metti la mascherina” ha precisato l’autrice di Và dove ti porta il cuore. Da qui è rimasta sbigottita quando a metà febbraio il nostro Paese ha regalato alla Cina due tonnellate di materiale sanitario tra cui le mascherine, dispositivo di protezione che guarda caso viene prodotto in Cina e che dopo pochi giorni oltre ad essere da noi introvabile, fu oggetto di una deprecabile speculazione.

A fronte di questo primo errore, altri ne sono stati commessi nei mesi successivi. Chi si è trovato a gestire l’emergenza, ha dimostrato la più totale mancanza di buonsenso e lungimiranza. Trascurando la biologia e la storia umana, ci si è affidati alla tecnologia e alla falsa percezione di onnipotenza, dimenticandosi che “per la natura siamo sempre e soltanto grossi mammiferi e, come tutte le popolazioni animali, siamo soggetti a periodiche falcidie epidemiche”. 

Da un giorno all’altro ci siamo quindi ritrovati con l’acqua alla gola, impotentemente inchiodati alla tv ad ascoltare i bollettini dei contagiati e dei morti. Senza più mascherine e condannati agli arresti domiciliari, a farla da padrone è stato l’ossessivo e paranoico stato di polizia, che ha incoraggiato la delazione, triste caratteristica di tutti i regimi totalitari. “Evidentemente chi ci governa pensa a noi italiani come a un popolo di poveri dementi in preda a un collettivo cupio dissolvi il cui unico desiderio era quello di contagiarci a vicenda” ha aggiunto la scrittrice che tra tutte le terroristiche limitazioni, non ha mai intravisto una soluzione illuminata dalla ragionevolezza.

A differenza della Merkel, l’allarmismo e la confusione del nostro governo anziché tranquillizzare e comunicare pochi ma essenziali accorgimenti, ha inevitabilmente creato il panico. Ricordando che il Covid non è l’Ebola, Susanna Tamaro conclude domandandosi se non sarebbe più opportuno sottolineare questo aspetto, anziché far “aleggiare sulle nostre teste nuove ansiogene forme di punizione“.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La posizione di Susanna Tamaro è chiara: il nostro governo ha commesso molti errori, intervenendo non tempestivamente, il più delle volte in maniera sbagliata se non deleteria. Anziché sensibilizzare, si è voluto punire e aumentare il panico, lasciando intendere che, alla fine, la soluzione svedese era da preferire in quanto fa leva sull’avvedutezza e sul buonsenso di ognuno di noi.

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