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Sulmona, L’Aquila: il vescovo elimina le figure di padrino e madrina

Il vescovo di Sulmona, Michele Fusco, ha deciso di abolire le figure di padrino e madrina durante le celebrazioni di battesimo e cresima: vengono scelti per amicizia, parentela o interesse, non per trasmettere la fede e farla vivere in prima persona.

Cronaca
Pubblicato il 19 luglio 2020, alle ore 13:03

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Sulmona, L’Aquila: il vescovo elimina le figure di padrino e madrina

In occasione di una cerimonia che sia battesimo o cresima siamo abituati a scegliere padrino e madrina, che teoricamente avrebbero “l’obbligo” di accompagnare in tutto e per tutto il bambino cresimato o battezzato nel suo percorso di vita, avvicinandolo alla fede cattolica.

Solitamente, per questo ruolo vengono scelti amici o parenti, persone in si dovrebbe riporre maggior fiducia, ma che spesso non vengono scelte tra le persone con forte fede cattolica. Ebbene, dal 1° agosto, questa abitudine non ci sarà più. Durante le cerimonie non saranno più presenti le figure di madrina e padrino per battesimi e cresime, almeno per i prossimi tre anni. Questa decisione, per il momento in via sperimentale, è stata presa da Michele Fusco, vescovo di Sulmona, il quale ha emanato Il decreto “ad experimentum” che entrerà in vigore il prossimo 1° di agosto e avrà la durata di tre anni.

La Chiesa diocesana di Sulmona-Valva ha specificato che la decisione è stata presa in quanto al giorno d’oggi vengono scelte queste figure solo e unicamente per amicizia, parentela, interessi, senza lo scopo unico di trasmettere la fede che “deve vivere in prima persona”.

Questa scelta risulta spesso un adempimento formale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. Nel decreto si ricorda come il codice di diritto canonico “indica la possibilità della loro presenza, non l’obbligatorietà”, precisando le qualità richieste a padrini e madrine, “una vita conforme alla fede”. La scelta, ci tiene a precisare il vescovo Fusco, è stata ponderata insieme a sacerdoti, catechisti e laici impegnati nelle comunità parrocchiali.

Già nel 2018, il vescovo di Brindisi aveva vietato ai cresimandi di portare parenti e amici durante la celebrazione del sacramento, precisando in merito che “a presentare al Vescovo i cresimandi saranno i loro catechisti che li hanno accompagnati nel cammino di preparazione”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Antonietta Ricciuti

Antonietta Ricciuti - Penso sia una scelta giusta e sensata, in quanto è proprio vero che spesso si scelgono amici o parenti senza pensare al vero valore di rappresentare questo ruolo. Spesso non viene preso seriamente dal padrino o dalla madrina: si accetta il ruolo semplicemente per dovere, perché ci si sente obbligati, non per il vero motivo cattolico per cui bisogna accettare di farlo.

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