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Sudan e Egitto: torturati e uccisi migliaia di rifugiati eritrei

Secondo il rapporto stilato dalla Human Rights Watch sarebbero migliaia i rifugiati eritrei torturati, uccisi e violentati dai trafficanti di uomini con l'aiuto della polizia statale

Cronaca
Pubblicato il 13 febbraio 2014, alle ore 16:08

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Sudan e Egitto: torturati e uccisi migliaia di rifugiati eritrei

L’Human Rights Watch è un’organizzazione internazionale non governativa in difesa dei diritti umani che, attraverso degli studi e ricerche mirate alla scoperta degli abusi che avvengono nelle varie comunità internazionali e locali, li documenta in rapporti e impone così ai governi in questione di apportare un decisivo e netto cambiamento. I rapporti che vengono stilati da questa organizzazione sono molteplici e vanno dal traffico di armi leggere ai diritti degli omosessuali,dal lavoro minorile ai Crimini contro l’umanità.

L’ultimo scioccante e terribile rapporto denominato “I wanted to lie down and die” riguarda i campi di tortura nella città a Est del Sudan, Kassala e in Sinai nella città di Arish: negli ultimi anni migliaia di rifugiati eritrei sono stati torturati, violentati e uccisi dai trafficanti di uomini con l’aiuto delle forze di polizia. Le trentasette testimonianze di alcuni eritrei sopravvissuti sono agghiaccianti: pestaggi, stupri, torture psicologiche e fisiche fino all’amputazione di arti, dove l’unico modo che spesso avevano per liberarsi da questi campi di morte era attraverso il pagamento di una somma di 40mila dollari, richiesta alle famiglie dei poveri rapiti e torturati.

Il rapporto cita anche le testimonianze di due trafficanti, i quali, oltre ad aver guadagnato enormi somme di denaro, hanno dichiarato di aver molto spesso torturato e picchiato le loro vittime mentre erano al telefono con i famigliari, e non solo, anche di aver picchiato degli uomini così troppo duramente da farli morire in sole 24 ore. Ma tutto ciò non accadeva solo agli uomini: le donne venivano violentate sessualmente, picchiate e mutilate morendo di una lenta agonia.

Ciò che più preoccupa maggiormente l”Human Rights Watch è il fatto che la polizia non sia mai intervenuta a favore dei deportati eritrei, anzi si sia schierata dalla parte dei trafficanti di uomini, aiutandoli molto spesso a rapire e torturare i rifugiati. Gerry Simpson, autore di questo terribile rapporto, afferma che le autorità egiziane hanno sempre negato che avvenissero tutti questi abusi ma che arriverà il giorno in cui chiunque abbia commesso questi crimini così efferati ne pagherà le conseguenze, e verrà giudicato per tutto l’odio e la violenza commessa a delle innocenti persone.

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