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Roma

Studenti in piazza per manifestare contro la guerra e l’invio di armi in Ucraina

Manifestazione per la pace a Roma oggi 5 Marzo, Rete nazionale pace e Disarmo dicono no alla guerra e all'invio di armi, mentre Cisl si stacca e vola controcorrente

Cronaca
Pubblicato il 5 marzo 2022, alle ore 14:36

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Studenti in piazza per manifestare contro la guerra e l’invio di armi in Ucraina

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Oggi a Roma, proprio in queste ore, sta avendo luogo una manifestazione dedicata alla pace. Ora di inizio 13.30 in Piazza della Repubblica diretta verso Piazza San Giovanni in Laterano si manifesta per dire basta alla guerra. 

Tra i manifestanti non mancano gli studenti della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari: “Chiediamo stop a guerra in Ucraina e disarmo totale. Basta risolvere le tenzioni con i conflitti, vogliamo un mondo diverso”.

Se da un alto i manifestanti pacifisti chiedono la pace e condannando l’invio di arm a Kiev, la Cisl viaggia nel senso opposto spiegando il loro punto di vista. Secondo Sbarra: “Non si può essere neutrali, noi stiamo con le misure che sono state prese. Non Ci possono essere equivoci oo equidistande tra aggressori e aggrediti, noi siamo con l’Ucraina e contro Putin”.

Nonostante non sia stato possibile trovare un punto di incotro, e la Cisl non prenderà parte alla marcia, l’obiettivo è quelo di creare una grande manifestazione, per questo sono state chiamate a partecipre molte associazioni, tra cui Arci, Acli, Libera, Legambiente, Emergency, Greepace. 

Secondo i pacifisti il tema principale è il disarmo degli stati,con l’invito a creare politiche di equilibriio per garantire la pace tra le nazioni, mentre oggi si punta il dito contro il Parlamento che decide di appoggiare la guerra. 

Queste le palore di Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi: “Non vogliamo un futuro di guerra in cui vivere, ma un mondo nel quale l’autodeterminazione dei popoli e gli equilibri geopolitici si definiscono pacificamente… Chiediamo pace e disarmo e riempiremo lepiazze per chiedere di fermare subito il conflitto”.

Stesso pensiero per Giovanni Sotgiu dell’Unione degli Universitari: “In un momento di crescita spropositata delle spese militari in Europa vogliamo riaffermare con forza la necessità di una risoluzione diplomatica e non violenta della situazione in Ucraina”. 

In un modo che è quasi pronto a scatenarsi in una geurra, quello che chiedono oggi a gran voce questi ragazzi è un no alle armi e un si alla pace, invitanto i capi di stato ad un atteggiamento civile e diplomatico per risolvere i loro cnflitti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Lea De Simone

Lea De Simone - Chiedere di risolvere le tensioni in modo pacifico è pura utopia, questa guerra purtroppo non è iniziata con diplomazia e con essa non finirà, e chi ci rimetterà saranno tutti, cittadini, soldati, vite umane che stanno combattendo una guerra che non è la loro, ma di un capo despota che non lascia nessuno spazio al dialogo.

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