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Studente batte la testa contro una finestra e muore, accade a Bergamo

Uno studente senegalese di soli 16 anni batte la testa contro una finestra e muore. La vicenda accade a Bergamo, e non è stato possibile salvare il ragazzo nonostante il tempestivo intervento.

Cronaca
Pubblicato il 27 marzo 2014, alle ore 21:42

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Studente batte la testa contro una finestra e muore, accade a Bergamo

Un ragazzo senegalese di 16 anni, studente all’istituo professionale Mozzali di Treviglio, in provincia di Bergamo, ha perso la vita in uno dei modi più banali che possa esistere, ovvero sbattendo la testa in una finestra mentre si trovava a scuola. La vicenda è accaduta mentre Abdul Gaye, forse colto da un lieve malore, si era chinato e si era rialzato sbattendo la testa in maniera violenta contro la finestra. Il ragazzo è stato trasportato subito in ospedale ma è morto poco dopo.

I compagni di classe sono ancora sgomenti della morte del ragazzo, e si sta cercando di ricostruire i particolari antecedenti al violento urto, per cercare di capire qualcosa che possa spiegare l’accaduto. Secondo la ricostruzione, il fatto è avvenuto durante l’ora di lettere, esattamente verso le 13 e15, momento in cui Abdul si piega con la fronte sopra il banco per prendere il cellulare che gli era caduto a terra. La posizione strana del ragazzo ha insospettito il compagno di banco, che gli ha chiesto se si sentisse bene. A quel punto il ragazzo ha tirato di colpo un respiro e ha spinto d’un tratto la testa indietro urtando contro la finestra. Mentre cadeva a terra pare che il ragazzo abbia anche sbattutto sul termosifone, e in seguito all’urto Abdul è svenuto. Subito sono partiti i soccorsi e i tentativi di rianimarlo, ma all’arrivo dell’ambulanza gli infermieri non hanno potuto fare altro che portarlo al pronto soccorso.

Inutili e vani sono stati i tentativi dei dottori di rianimarlo, e purtroppo per il ragazzo non c’era più nulla da fare. La famiglia è sconvolta, e il padre, che fa l’ambulante e vive in Italia da 27 anni, non riesce a darsi pace. I compagni, che sono ancora sotto shock, ancora non credono che Abdul li abbia lasciati, e affettuosi, gli mandano messaggi di amore e di solidarietà.

Sul fatto indaga la polizia di Treviglio, che sta cercando di appurare se la vicenda sia accaduta per un caso fortuito oppure se ci sia qualche altro motivo che può aver provocato la morte del giovane. Anche la preside dell’istituto ha confermato la versione dei fatti, e si dichiara amareggiata per la sorte del ragazzo, che neanche la scuola ha potuto proteggere e salvargli la vita.

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