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Strisce blu: dal 2010 multe illegittime, ma non tutti lo sanno

Multe illegittime quelle elevate agli automobilisti in sosta nelle strisce blu, in ritardo rispetto all'orario indicato sul ticket. Cosi prevede una circolare del Ministero dei Trasporti emanata nel 2010

Cronaca
Pubblicato il 12 marzo 2014, alle ore 00:27

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Strisce blu: dal 2010 multe illegittime, ma non tutti lo sanno

Strisce blu – sempre meno le strade che ne sono prive e mentre le casse dei comuni ne traggono i profitti, per i poveri automobilisti italiani sono un problema e non da poco; costi elevati, spesso servizio scadente e da non ultimo un problema noto a tutti quelli che ne devono usufruire: quanto tempo resterà parcheggiata l’auto? Preventivare la durata di una sosta nelle strisce blu non è certo un compito semplice e talvolta può rivelarsi impossibile. Ma gli automobilisti sono costretti a questo quando devono, per forza di cose, sostare la propria auto sul suolo pubblico delimitato dalle strisce blu. Cosi non è raro che dopo estenuanti ricerche per trovare un posto libero ci si ritrova a calcolare, al momento del parcheggio, la durata del tempo per il quale la vettura resterà in sosta. Se si sbaglia per difetto il rischio della multa è dietro l’angolo.

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Può capitare cosi che un imprevisto qualunque prolunghi un impegno generando un ritardo e cosi il ritorno alla nostra auto in sosta. Se poi, nelle aree delle strisce blu, il personale che controlla i ticket posti in bella mostra sui cruscotti, passa proprio di lì, non c’è nulla da fare, il ritardo, anche se di pochi minuti rispetto alla scadenza del ticket preso al parchimetro, costerà una multa.

Ma una via d’uscita c’è: secondo una circolare del Ministero dei Trasporti, anche abbastanza recente – marzo 2010 – in questi casi si può chiedere all’automobilista la sola differenza tra l’importo pagato in anticipo e quello dovuto per il tempo effettivo di sosta. La notizia è sconosciuta un po’ da tutti, ma è proprio cosi, le ragioni della multa sono impugnabili qualora questa venga elevata al presunto trasgressore, che non deve quindi pagare i 25 euro attualmente dati come sanzione amministrativa.

Promotore del comunicato è il Codacons, che parla di “notizia clamorosa”; sono anni, infatti, che i comuni italiani comminano queste multe anche in casi di ritardi nell’ordine di pochi minuti. Cosi si esprime la nota associazione dei consumatori: tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni vanno annullate d’ufficio dai Comuni che le hanno emesse, eventualmente inoltrando la richiesta alle prefetture competenti per territorio. I Comuni non solo possono, ma devono esercitare questo potere di autotutela, revocando d’ufficio le multe comminate, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso e omissioni di atti d’ufficio”.

Prevedibile che se così non fosse le cancellerie dei giudici di pace e le prefetture sarebbero intasate da innumerevoli ricorsi dell’associazione stessa. Per la cronaca, la nota del ministero prevede che “se viene acquistato il ticket ma la sosta si prolunga oltre l’orario, non si applicano sanzioni, ma si dà corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate delle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale”. Risultato: il verbale può essere elevato solo se non si espone il ticket o se questo non venga acquistato.

 

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