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Strage discoteca Corinaldo: arrestate 7 persone. Si tratta di rapinatori seriali

Sono stati arrestati sei ragazzi, più il ricettatore, con età comprese tra i 19 e i 22 anni, per la strage nella discoteca di Corinaldo che ha visto la morte di sei persone.

Cronaca
Pubblicato il 4 agosto 2019, alle ore 14:39

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Strage discoteca Corinaldo: arrestate 7 persone. Si tratta di rapinatori seriali

La giustizia sembra essere giunta anche per quanto accaduto alla discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo qualche mese fa. I carabinieri, infatti, hanno arrestato 7 persone per le 6 morti avvenute tra il 7 e 8 dicembre. I colpevoli sono tutti ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti provenienti da Modena.

Quello che fa impressione, però, è che tutti i ragazzi appartengono ad una banda che si occupa appositamente di rapine in discoteca con l’utilizzo dello spray al peperoncino; sono anche i protagonisti di diversi furti registrati. Le accuse per i giovani sono di omicidio preterintenzionale.

Discoteca Corinaldo: arrestati ragazzi tra i 19 e 22 anni

Oltre ai ragazzi, è stato anche arrestato un ricettatore, che era in contatto con i giovani. Per quest’ultimo, però, l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto. Il fulcro di questo particolare tipo di rapine è lo sfruttamento della presenza in massa di molte persone. Avendo tante persone intorno, potevano spruzzare lo spray urticante senza alcun problema per facilitare le operazioni del furto, ma anche della fuga.

Con le persone che si preoccupavano di salvaguardarsi dallo spray urticante, i ragazzi avevano via libera per concludere il furto in bellezza e senza lasciare tracce. Dalle videocamere è difficile certe volte risalire alle identità perché le persone sono molte ed accalcate.

Un errore commesso, e che è costato caro ai sei ragazzi, è di aver lasciato tracce di DNA sulla bomboletta spray. Insieme alle celle telefoniche che ha registrato le varie posizioni di coloro che avevano il telefono acceso, è stato possibile risalire a tutti i responsabili dell’omicidio. Dei colpi del genere consentivano ai ragazzi di guadagnare sui 15 mila euro al mese. Sono in corso altre indagini in altri 60 locali che sono stati vittime di incidenti simili.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Abbiamo a che fare con veri e propri geni. Nel senso che i colpi sono stati studiati a tavolino da ragazzi giovani dalle menti brillanti. Peccato per loro, però, che un semplice errore, cioè il DNA di una delle persone, è stato lasciato sulla bomboletta vuota. Si tratta di un errore semplice, ma grave. Ora, grazie ai carabinieri, le vittime avranno giustizia.

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