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Palermo

Strage Borsellino, parla l’agente sopravvissuto: "C’è chi non vuole la verità"

Intervistato da Adnkronos, l'ex agente di scorta del giudice Paolo Borsellino sopravvissuto alla strage di via D'Amelio, ha detto la sua sulle difficoltà dell'inchiesta.

Cronaca
Pubblicato il 17 luglio 2021, alle ore 15:16

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Strage Borsellino, parla l’agente sopravvissuto: "C’è chi non vuole la verità"

Antonio Vullo, unico agente di scorta a rimanere vivo dopo la strage di Via D’Amelio a Palermo, è tornato a parlare di quanto accaduto quel 19 luglio di 29 anni fa. Una strage, quella, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta. Per il sopravvissuto però quel giorno non c’era solo la mafia. 

Raggiunto dall’agenzia di stampa Adnkronos in occasione dell’evento ‘La grande menzogna, il depistaggio di via D’Amelio’ avvenuta nella serata del 16 luglio nell’atrio della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, Antonio Vullo ha voluto dire la sua su quanto accaduto molti anni fa e sui depistaggi che ne seguirono. 

Lui non ama definirsi un eroe, piuttosto dice che lo erano il giudice Borsellino ed i suoi colleghi. Ma qualcosa sembra ancora non andargli giù: “C’è qualcuno che ancora adesso cerca ancora di tirare bene i fili” dichiara l’ex agente per poi proseguire dicendo che qualcuno non permette che si arrivi alla verità. 

In quel maledetto 19 luglio di 29 anni fa Vullo rimase incredibilmente solo ferito. Ma si sa, le vere ferite che non si rimargineranno mai sono quelle dell’anima. Secondo lui il percorso per arrivare alla verità è ancora molto lungo. “Ci sono ancora tanti di quei personaggi famosi, nelle istituzioni, che non vogliono arrivare alla verità“. 

Ogni volta che si è vicini alla verità subentra qualche fatto nuovo che riporta indietro nelle indagini. Insomma, una verità che potrebbe essere contenuta nell’agenda rossa che Paolo Borsellino solitamente portava con sé e su cui annotava tutto quello che per lui era degno di nota. Un documento troppo importante su cui qualcuno ha messo le mani mentre le auto scoppiavano in quel maledetto 19 luglio di 29 anni fa. 

Ed ancora oggi siamo al punto di partenza: chi ha sottratto l’agenda rossa dalla borsa di Paolo Borsellino? 

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Antonio Vullo ha ragione. La verità non è vicina. E chissà se mai riusciremo a raggiungerla. Quel 19 luglio di 29 anni fa ha cambiato la vita di molti di noi. Ci ha reso cittadini, persone, più consapevoli di tanti valori. Uno tra tutti quello del rispetto della legalità e della ricerca della verità. Per Paolo Borsellino, per gli agenti morti, per Antonio Vullo, per tutti i familiari delle vittime di mafia e per ognuno di noi.

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