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Roma

Strage ad Ardea: prima dei fratellini il killer ha provato a uccidere un vicino

Il killer di Ardea, prima di uccidere i due fratellini e Salvatore Ranieri, ha provato ad uccidere un vicino di casa. I carabinieri, in queste ore, indagano sul movente della mattanza.

Cronaca
Pubblicato il 14 giugno 2021, alle ore 11:15

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Strage ad Ardea: prima dei fratellini il killer ha provato a uccidere un vicino

Daniel e David Fusinato, i due fratellini di 5 e 10 anni sono morti ieri ad Ardea con due colpi al petto e alla gola. Il loro assassino, Andrea Pignani, 34 anni, si è tolto la vita.

Salvatore Ranieri, un 74enne che passava per caso da lì, ha provato a salvare i due piccoli, facendo da scudo con il suo corpo ma è morto sul colpo, sparato alla tempia. 

La ricostruzione della tragedia

Intorno alle 11 di ieri, domenica 13 giugno, i bambini stavano giocando a pochi metri da casa con le bici nei campi, assieme ai loro amichetti. Ad un tratto si è avvicinata una macchina da cui è sceso un uomo che ha cominciato a sparare su di loro. Ranieri è morto subito, nel tentativo di difenderli.

Poi la furia del killer si è accanita su Daniel e David, mentre gli altri compagni sono riusciti a fuggire. Prima di colpire loro, il killer ha cercato di uccidere un vicino di casa, che stava portando fuori l’immondizia,, ma non è riuscito a prenderlo. I primi ad accorrere sulla scena sono stati i genitori delle vittime, che hanno trovato i figli riversi in una pozza di sangue.

Il padre li ha tenuti per mano con la speranza che si salvassero. Soccorsi con urgenza dall’eliambulanza, sono deceduti poco dopo. Il legale del padre dei fratellini, Diamante Ceci, ha riferito che i genitori dei bambini non conoscevano l’omicida, non lo avevano mai visto prima e non c’era stata nessuna lite. Per il Sindaco di Ardea, Mario Savarese, il killer ha sparato con l’intenzione di colpire proprio i bambini, altrimenti avrebbe sparato a casaccio. 

Dopo la mattanza, il suicidio

Dopo l’uccisione dei due fratellini e di Ranieri, avvenuta con una Beretta calibro 7,65 appartenuta al padre, una guardia giurata deceduta lo scorso novembre, Pignani si è barricato in casa, minacciando di uccidere chiunque gli si avvicinasse. I carabinieri,per ore, hanno cercato di negozionare affichè si arrendesse, uscendo senza pistola. Nel pomeriggio il 34enne, che soffriva di disturbi psichici, si è suicidato, con la stessa pistola utilizzata per uccidere le sue vittime. Sul movente della strage stanno indagando, in queste ore, i carabinieri.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una mattanza che non ha ancora un movente ma vittime. Spero di vero cuore che i carabinieri scoprano che motivazioni possa aver avuto il killer 34enne a compiere un'esecuzione del genere, così efferata. Intanto mi stringo al dolore dei genitori dei due fratellini uccisi e dei familiari del povero Ranieri che, facendo da scudo, ha perso la vita.

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