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Roma

Statue gettate nel Tevere e poi ritrovate: Papa Francesco chiede perdono

Il gesto di sottrarre le statue dalla chiesa di Santa Maria in Trastevere resta grave e, per questo, Papa Francesco si è assunto la responsabilità di chiedere perdono.

Cronaca
Pubblicato il 26 ottobre 2019, alle ore 12:25

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Statue gettate nel Tevere e poi ritrovate: Papa Francesco chiede perdono

Questa è una bella notizia, grazie“, finisce così la comunicazione di Papa Francesco all’Assemblea del Sinodo per l’Amazzonia riunita nella 15ª Congregazione generale. La bella notizia si riferisce al ritrovamento delle statue che rappresentano la ‘Madre Terra‘.

Alcune statuette indigene, portate a Roma dall’America Latina in occasione del Sinodo per l’Amazzonia, erano state rubate dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina e, qualche giorno dopo, ritrovate nel Tevere. L’atto vandalico non ha lasciato indifferente l’opinione pubblica. Ancora non è chiaro chi ne sia l’autore e quali siano stati i motivi del gesto.

Papa Francesco, vescovo di Roma, chiede perdono

Intanto, Papa Francesco, in qualità di vescovo della diocesi di Roma, dove è successo questo triste episodio, è intervenuto per chiedere “perdono alle persone che sono state offese da questo gesto”. Le statue della Pachamama, in lingua quechua ‘Madre terra‘, erano entrate nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, senza alcuna intenzione di idolatria.

Il Papa, ieri pomeriggio 25 ottobre, al termine della preghiera della 15ª Congregazione generale del Sinodo, ha comunicato “che le statue, che hanno creato tanto clamore mediatico, sono state ritrovate nel Tevere”. Ha chiarito anche che le statue non hanno subito alcun danneggiamento. Inoltre, il Papa ha affermato di affidare all’Assemblea la notizia prima che diventi pubblica, per volontà del comandante dei carabinieri.

Le statue attualmente sono custodite dal comandante dei carabinieri italiani e la notizia doveva rimanere riservata fino a nuova comunicazione. “Il comando dei carabinieri sarà ben lieto di dare seguito a qualsiasi indicazione che si vorrà dare circa la modalità di pubblicazione della notizia”, ha detto Papa Francesco, un esempio riferito dal comandante potrebbe riguardare “l’esposizione delle statue durante la Santa Messa di chiusura del Sinodo“, ma è tutto da vedere. Il Papa ha delegato Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, a dare una risposta.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il rispetto della persona umana si stabilisca anche con il rispetto della fede religiosa di ciascuno, anche se diversa dalla propria. Forse a qualcuno non sarà piaciuto che il simbolo di una divinità venerata da altri popoli metta piede nella propria Chiesa. Eppure, una delle espressioni che più ci accomuna come esseri umani è la sensibilità religiosa: secondo me questa dovrebbe essere un punto d'incontro e non di divisione.

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