Stacchio, ancora stordito, fa un appello di non sparare a suo nome

Il benzinaio è ancora stordito dall'effetto mediatico del suo gesto, e a chi lo definisce un eroe ribadisce che non è un esempio da imitare. Stacchio ammette però che la gente ha paura ed è facile perdere la testa

Stacchio, ancora stordito, fa un appello di non sparare a suo nome

Il benzinaio che ha sparato durante la rapina alla gioielleria Zancan avvenuta il 3 febbraio, Graziano Stacchio, è ancora stordito dall’effetto mediatico che ha avuto il suo gesto, e in un’intervista ha dichiarato: “Sono allergico alla violenza, dono sangue da trent’anni, vado a caccia ma mai avuto il pallino delle armi”. L’uomo racconta di essere ancora sconvolto ma è convinto che non ci si può rassegnare a vivere in un mondo dove esiste paura e terrore, e dove si è costretti a guardarsi alle spalle quando si fa ritorno a casa.

A chi lo ritiene un eroe per aver ucciso il nomade rapinatore Stacchi risponde: “No, non sono un eroe né un modello da imitare. Né tanto meno un simbolo. Lo dico subito: la gente non deve sparare in mio nome, né in Veneto né in Sicilia. Solo l’idea mi fa paura. Non è che adesso ognuno si deve sentire autorizzato a sparare. Sennò che cosa facciamo, il Far West?”

Riguardo alla vicenda di Oderzo, dove alcune persone hanno sparato per un allarme ladri, Stacchio ha risposto che queste cose accadono perché la gente ha paura, e in attimi come questo si perde la testa. La difesa messa in atto da Stacchio è stata verso la ragazza che si trovava all’interno della gioielleria, e lui ha agito per difenderla dall’assalto dei banditi. Stacchio aggiunge anche che se i rapinatori avessero lasciato il bandito ferito a terra gli avrebbe messo subito un laccio emostatico e avrebbe provato a salvarlo. 

Alla domanda del giornalista se lo avesse fatto davvero Stacchio risponde senza esitazione: “Lo giuro sui miei figli e nipoti. La vita vale più di tutto. Sa quanti lacci ho messo qui davanti (indica lo stradone, via Riviera, che attraversa il paese)? Incidenti stradali. Uno aveva il femore fuori”. Salvini ha eletto Stacchio eroe, e il 14 marzo l’uomo sarà a Vicenza come rappresentante della “Festa della sicurezza” .

Sul colore dei manifesti, verde e nero, scelti per simboleggiare la sicurezza, Stacchio ha precisato che la sicurezza non ha colori e che dovrebbe appartenere a tutti, senza distinzione. Sulla solidarietà mostrata dal politico ha espresso gratitudine e ha affermato che della sinistra però non ha visto nessuno.

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