Questa volta il “Tornate a casa vostra!” non è diretto ai migranti, ma ai fedeli della chiesa di Spoleto. Non a tutti, è chiaro, ma a chi è razzista sì.
È stato proprio il parroco di Sant’Angelo in Mercole, don Gianfranco Formenton, a lasciare questo messaggio. “In questa chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti. Tornate a casa vostra!“, si legge sul cartello apposto sul portone della chiesa di Sant’Angelo, e don Gianfranco ci tiene a precisare che lui è stato anche gentile e che “Gesù è molto più duro. Racconta il vangelo di Matteo che disse ‘Ero straniero e non mi avete accolto. Lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno'”.
Il gesto del parroco vuole essere una risposta ai recenti fatti accaduti a Roma e a Treviso. Don Gianfranco, di origini venete, ha speso qualche parola anche pensando al presidente della Regione Veneto: “Zaia dice di essere contro la violenza stando dalla parte dei cittadini ma in questo modo giustifica il terrorismo messo in atto arrivando al punto da appiccare il fuoco.
Queste azioni squadriste si sono già verificate negli anni Venti”, e continua “C’è una violenza inaudita sul tema profughi, è l’emergere delle pulsioni peggiori dell’umana specie, coltivate da questi quattro politici che hanno una memoria storica non più lunga di tre mesi e che fomentano questo odio”.
Un parroco senza peli sulla lingua e senza timori, don Gianfranco Formenton, che non si lascia abbattere neanche dalle polemiche che si sono scatenate sul suo profilo facebook: “Nulla di personale” ha detto, “Se mi avessero chiamato a benedire la sede della Lega a Spoleto avrei detto le stesse cose a Matteo Salvini”.
Ovviamente in tutta la città di Spoleto si discute della provocazione lanciata e si aspetta che arrivi quache segnale da Roma, ma don Gianfranco è tranquillo, sicuro che il suo gesto sia in linea con quanto esposto dal Papa nelle sue ultime encicliche.