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Genova

Smascherato l’areo che sorvola, avanti e indietro, il Nord-Ovest: il coronavirus non c’entra

Inviato da una ditta specializzata di Brescia, il bimotore effettuava rilievi fotografici aerei a fini catastali. Cade il timore che spargesse il coronavirus dall'alto.

Cronaca
Pubblicato il 4 aprile 2020, alle ore 12:35

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Smascherato l’areo che sorvola, avanti e indietro, il Nord-Ovest: il coronavirus non c’entra

Aveva sorvolato ripetutamente su Bergamo, Milano, Chiavari, Genova, Torino, e venerdì è stata la volta di Sanremo e Ventimiglia. Partiva sempre dall’aeroporto Cristoforo Colombo e, finito il giro, vi ritornava. Non sapendo di che cosa si trattasse sui social si sono moltiplicati i commenti fino anche a gridare: “È l’aereo che sparge il coronavirus.

Finalmente Diego Gentile, il direttore operativo della Rossi di Brescia che ha eseguito queste operazioni di sorvolo, ha spiegato ogni cosa. Il velivolo è un piccolo bimotore (un I-GRAD) in servizio presso la ditta Rossi specializzata in rilievi aerofotogrammetrici. Nel bimotore è montato un sistema di fotocamere capace di catturare in dettaglio (fino a un centimetro) le immagini del terreno. 

L’immensa mole di dati con informazioni interessanti serve a “elaborare mappe catastali, carte geografiche, materiale turistico” da parte di enti pubblici e società private, si legge in genova24.it. È stata la stessa ditta Rossi a fornire i dati necessari al progetto del ponte sul Polcevera. 

Gentile ha spiegato che in questi giorni il loro traffico nei cieli è aumentato, hanno approfittato del bel tempo e del fatto che i voli aerei sono diminuiti, stessi motivi per cui la gente ha notato questi strani voli, così diversi da quelli abituali. “È un po’ come se arassimo il cielo“, operazione necessaria “per avere una copertura fotografica del terreno più fitta possibile“, ha detto sempre il direttore operativo della Rossi. Poi ha spiegato che viene usato un “sistema di fotocamere fino a nove sensori con lenti speciali calibrate in modo da avere un margine d’errore bassissimo”. Si giustifica così il costo di 800 mila euro per questo sistema.

Il fatto che il bimotore avesse Genova come punto di partenza e d’arrivo è dato dal fatto che è uno degli aeroporti in zona ancora aperti. Nel velivolo ci sono due persone, il pilota e il tecnico specializzato in questo tipo di rilevamenti utili alle istituzioni e per questo possibili in tempo di coronavirus. Fotografie dall’alto, dunque, e non virus nell’aria!

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La paura, secondo me, può mettere insieme dati diversi per trovare giustificazione e non cadere nell'angoscia dell'ignoto. Così aerei di piccole dimensioni con azioni ripetitive, se non si sa chi, perché, quando, dove...ma si conoscono parole altrettanto ripetute in questi giorni come virus, aria, trasmissione, si traduce in “aereo libera coronavirus dall'alto”. Sappiamo così che cos'è e ci difendiamo non aprendo nemmeno le finestre: la paura in questo modo non finisce nell'angoscia. Fortunatamente la spiegazione è molto diversa e libera non solo dall'angoscia, ma anche dalla paura.

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