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Napoli

Smascherata maxi-truffa: revocate istanze di reddito di cittadinanza a migliaia di "furbetti"

I Carabinieri del Comando provinciale e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Napoli, assieme all'Inps, hanno scoperto migliaia di posizioni irregolari, cui è stato revocato il reddito di cittadinanza.

Cronaca
Pubblicato il 3 novembre 2021, alle ore 09:44

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Smascherata maxi-truffa: revocate istanze di reddito di cittadinanza a migliaia di "furbetti"

Una maxi truffa ai danni dello Stato, che ammonta a oltre 5 milioni di euro, è stata smascherata dai Carabinieri del Comando provinciale e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Napoli che, assieme all‘Inps, hanno passato in rassegna in ingente numero di istanze di reddito di cittadinanza, scoprendo moltissime posizioni irregolari che sono state tutte revocate.

Chi aveva la Ferrari, chi la barca, chi diversi appartamenti, chi un autonoleggio con 27 vetture, chi una scuola di ballo. Qualcuno si è persino inventato di avere dei figli. C’è un po’ di tutto tra gli indebiti percettori del reddito di cittadinanza individuati tra il primo maggio e il 17 ottobre grazie ai controlli mirati realizzati dai Carabinieri del Comando Interregionale “Ogaden” – con giurisdizione su Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata – e dai colleghi del Comando tutela del lavoro.

Reddito di cittadinanza a boss, camorristi e rapinatori

Tra gli irregolari percettori troviamo camorristi e loro parenti, parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori in nero. C’è pure il caso di un 46enne, arrestato, che ha finto di essere bulgaro per intascare il beneficio. I denunciati sono 716: 422 con precedenti penali e 64 per associazione mafiosa. I controlli sono stati mirati a verificare la reale sussistenza dei requisiti da parte dei percettori del reddito di cittadinanza e sono emerse quasi 5 mila irregolarità per un totale di 20 milioni di euro.

Tra i furbetti anche un boss. In particolare, in provincia di Avellino, i militari hanno scoperto che un 50enne, ritenuto il reggente del clan camorristico “Cavalese”, operante in zona, percepiva il reddito di cittadinanza. Nel Napoletano, un 41enne percettore di reddito di cittadinanza, al momento della richiesta, aveva omesso di dire che era sottoposto a misura detentiva, nonostante fosse agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico perfettamente funzionante.

A Bari Palese un noto pluripregiudicato, arrestato il mese scorso in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare per furto, aveva chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza, nonostante fosse colpito da Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, avendo omesso di comunicare l’esistenza della misura di prevenzione a suo carico. A San Pietro Vernotico, un anziano esponente di rilievo della Sacra Corona Unita, omettendo di essere sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, è riuscito a percepire il reddito di cittafinanza.

A Campobasso 4 stranieri hanno presentato domanda di ammissione al beneficio del reddito di cittadinanza, dichiarando falsamente di risiedere presso strutture di accoglienze dove erano stati ospitti ma ora chiuse e da dove si erano allontanati per ignota destinazione, tanto da essere stati anche cancellati dall’anagrafe comunale per “irreperibilità”.

Figli inventati e mariti dimenticati

A Collepasso, in provincia di Lecce, un uomo ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di 6 minori stranieri mai censiti in quel comune, senza avere con gli stessi alcun vincolo di parentela e con l’indicazione dei dati anagrafici priva del luogo di nascita e della nazionalità. A Napoli, il caso curioso di un uomo del quartiere Stella, presente in 2 distinti nuclei familiari che avevano entrambi chiesto e ottenuto il beneficio.

A Santeramo in Colle (Bari) una donna è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per essersi “dimenticata” di indicare il coniuge. I Carabinieri hanno appurato che la donna, pur di percepire il reddito di cittadinanza, aveva chiesto la residenza anagrafica in una via del comune santeramano che altro non era che lo stesso appartamento in cui domiciliava e risiedeva il marito, ovvero un unico appartamento con 2 ingressi diversi.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Non c'è mai limite al peggio e sono felice la maxi truffa dei furbetti del reddito di cittadinanza sia stata smascherata, perchè non è possibile che chi davvero necessita di tale beneficio debba essere sopraffatto dai non aventi diritto, con alle spalle reati ai danni dello Stato anche di una certa importanza.

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