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Palermo

Smantellata una banda pronta a imbarcare jihadisti dalla Tunisia

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha smantellato un'organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema illecito transnazionale.

Cronaca
Pubblicato il 6 giugno 2017, alle ore 11:33

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Smantellata una banda pronta a imbarcare jihadisti dalla Tunisia

L’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha portato allo smantellamento di una organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno arrestato questa mattina, all’alba, 15 persone, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala.

I fermati sono italiani e tunisini, facenti parte di una associazione per delinquere transnazionaleSono state sequestrate 10 autovetture e due imbarcazioni: gli appartenenti a tale associazione sono pericolosi pregiudicati tunisini che, con l’ausilio di italiani subordinati, effettuavano una serie di traffici lucrosi tra la Tunisia e le coste trapanesi, utilizzando veloci gommoni d’altura condotti da esperti scafisti. Il tragitto veniva effettuato anche in meno di 4 ore: sono state trasportate in Italia persone in grado di pagare l’oneroso costo della traversata, e sigarette di contrabbando.

Sulle spiagge di approdo, l’organizzazione forniva ai clandestini un servizio “shuttle”: “L’organizzazione si è mostrata pronta a svolgere la propria illegale attività anche a favore di ricercati dalle autorità di polizia tunisine per la commissione di gravi reati o per avere possibili connessioni con formazioni di natura jihadista” dicono ancora gli investigatoriIl sodalizio italiani-tunisini stava programmando l’approdo sulle coste trapanesi di soggetti pericolosi, in corso di individuazione, uno dei quali ricercato dalla Polizia tunisina.

Le indagini hanno svelato un sistema illecito transnazionale, operativo tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni membro dell’organizzazione vestiva un ruolo fondamentale e preciso: prenotazioni dei clandestini, incasso degli importi dovuti per il viaggio, movimentazione e custodia del denaro, reperimento dei natanti per la traversata, collocamento dei clandestini e delle sigarette contrabbandate sulle coste siciliane in luoghi gestiti dall’organizzazione.

L’attività investigativa ha documentato ulteriori viaggi programmati che, se concretizzatisi, avrebbero portato nelle casse dell’associazione criminale oltre 100.000 euro di guadagni.

Le sigarette di contrabbando sono state smerciate nei mercati rionali trapanesi e palermitani, 3 euro a pacchetto, con guadagni di oltre 17 mila euro ogni quintale. L’organizzazione chiedeva ad ogni migrante, che voleva arrivare in Italia, circa 2-3.000 euro: i profitti per ogni traversata arrivavano anche fino a 40.000 euro.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Arresti necessari che, comunque, possono esseri considerati una goccia nel mare, in questo caos organizzato che smercia esseri umani: la possibilità che potessero condurre nel nostro Paese personaggi estremamente pericolosi, in odore di terrorismo, è estremamente inquietante e preoccupante, e conferma le supposizioni di molti opinionisti tacciati, direi ingiustamente, di razzismo.

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