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Roma

Sinodo per l’Amazzonia favorevole al sacerdozio per i diaconi con famiglia

Molte zone del pianeta non hanno un sacerdote che celebri l'Eucaristia: di qui la richiesta che i diaconi permanenti, sposati e di una certa età, possano essere ordinati sacerdoti. Donne nella Chiesa, tema da approfondire.

Cronaca
Pubblicato il 27 ottobre 2019, alle ore 11:41

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Sinodo per l’Amazzonia favorevole al sacerdozio per i diaconi con famiglia

Nonostante i numerosi voti contrari, 41, i “placet”, 128, hanno trovato d’accordo i padri sinodali per il numero 111 del documento finale del Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia riguardante il sacerdozio ai preti sposati. I vescovi hanno esplicitamente chiesto al Papa di poter ordinare sacerdoti, scegliendoli tra i diaconi permanentiche già hanno una famiglia legittimamente costituita e stabile” per i Paesi dove non ci sono preti.

Papa Francesco, entro un anno, darà una sua risposta. Se sarà positiva, la Chiesa cattolica, “come già avviene per alcune comunità di rito latino e per i sacerdoti anglicani convertiti al cattolicesimo“, si legge in repubblica.it, avrà i sacerdoti sposati. È la prima volta nella storia della Chiesa che un Sinodo dei vescovi arriva a una proposta impensabile fino a qualche tempo fa. 

Nelle settimane precedenti il Sinodo, il tema dell’ordinazione sacerdotale a uomini sposati e di una certa età è stato molto discusso. Il sottosegretario della sezione migranti e rifugiati del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, il cardinale Michael Czerny, ha spiegato che è normale “che i vescovi parlino dell’ordinazione di uomini sposati scelti fra i diaconi”: infatti, continua il cardinale, “chiunque desidera accedere al sacerdozio deve essere diacono anche solo per pochi mesi“.

Papa Francesco, in chiusura Sinodo, ha chiesto di avere uno sguardo ampio nella lettura del documento finale, che vada oltre il tema del celibato sacerdotale. Il vescovo di Albano, Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali che aiutano il Papa nell’importante riforma della Chiesa, ha ribadito: “Il testo conclusivo non va letto soltanto in rapporto all’abolizione del celibato“. È fondamentale invece ascoltare il desiderio delle comunità che chiedono un sacerdoteper la presenza dell’eucaristia in modo stabile“. L’obiettivo dunque non è l’abolizione del celibato, ma una possibile soluzione alla scarsità dei sacerdoti nel mondo.

I vescovi sono rimasti aperti anche alla presenza delle donne nella Chiesa. Il Papa stesso nella conclusione dei lavori ha affermato che la Congregazione per la Dottrina della Fede studierà e approfondirà la questione del diaconato femminile“, giustificando tale scelta con la necessità di essere creativi in vista di “nuovi ministeri“. La crisi delle vocazioni potrebbe essere, anche in questo caso, il movente di questa abilitazione, ma il Papa, lasciando “aperta la possibilità che si torni a indagare se nella storia della Chiesa vi erano donne diacono con l’apporto di nuovi membri”, scrive repubblica.it, fa pensare che non sia un bisogno ma una convinzione.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - L'urgenza delle situazioni, la scarsità di sacerdoti, porta la Chiesa a riflettere su possibilità di via d'uscita mai pensate prima. In qualche modo mi viene da pensare che la scarsità di vocazioni sia una benedizione per aprire al Chiesa a nuovi orizzonti. Il "nuovo" può disturbare alcuni per un po', ma se è nel volere di Dio pian piano trova spazio nei cuori. A Papa Francesco l'ultima parola, rassicurante.

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