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Torino

Sindrome di Hikikomori, la madre cerca di distoglierlo dall’isolamento e lui si butta dal quinto piano

Giovane con la sindrome di Hikikomori reagisce al richiamo della madre di lasciare la tastiera del pc, gettandosi dal quinto piano dell'abitazione nel quartiere Mirafiori di Torino.

Cronaca
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 15:28

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Sindrome di Hikikomori, la madre cerca di distoglierlo dall’isolamento e lui si butta dal quinto piano

Isolato e autoescluso per scelta, un 19enne di Torino ha cercato una via d’uscita al suo malessere buttandosi dal quinto piano della sua abitazione di Mirafiori a Torino. Ora si trova all’ospedale Cto di Torino ricoverato in condizioni piuttosto critiche. A riportare il fatto è il Corriere della Sera.

Il gesto sembra sia stato causato dal tentativo della madre di distogliere il giovane dalla tastiera del computer, postazione che lo portava ad isolarsi tutto il giorno, essendo affetto da sindrome di Hikikomori.

La sindrome di Hikikomori

Hikikomori è un termine giapponese che significa ‘stare in disparte‘, nell’era digitale è divenuto il nome della sindrome che riguarda tutti quei giovani che amano vivere chiusi nella loro camera, in un isolamento volontario, dialogando solo con la rete mediante un computer o uno smartphone.

I giovani affetti da sindrome di Hikikomori non hanno amici, non vanno a scuola, non lavorano, con difficoltà parlano con i genitori o con altri familiari, stanno per anni chiusi in una stanza, vivono da reclusi, per scelta. Quanti siano esattamente gli ‘hikikomori in Italia non si sa, ma i dati parlano di una cifra, seppur approssimativa, piuttosto significativa: centomila ragazzini di età compresa tra i 15 e i 30 anni, che vivono con l’unico contatto esterno dato dalla rete.

Uno di questi centomila giovani, sabato 29 giugno, ha fatto parlare di sé e dei ragazzi che vivono nel disagio della sindrome di Hikikomori. La madre, forse esasperata per il figlio chiuso nella sua stanza, forse per cercare di “smuoverlo”, ha cercato di strappargli la tastiera del computer. La risposta del giovane è stata quella di buttarsi dalla finestra del quinto piano, a Mirafiori, un quartiere di Torino. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e la Polizia. Le condizioni del 19enne sono piuttosto critiche, per la caduta ha riportato politraumi multipli, in particolare alle vertebre, al viso e al cranio. La prognosi del giovane è riservata.

Secondo i vicini, che sapevano dell’esistenza del giovane senza averlo mai visto, altre volte il giovane ha litigato con la madre; qualche volta, quando lei lo richiamava per l’uso intenso del pc, il giovane arrivava a picchiarla.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questa sindrome, difficile anche da pronunciare, sia l'iceberg di un malessere profondo accumulato nel tempo. Inutile puntare il dito sul giovane o sui giovani isolati, inutile chiedere di uscire dall'habitat che li rassicura, se intorno non si crea un humus migliore di quello in cui stanno trovando la loro sicurezza. Il dito, secondo me, andrebbe puntato sul mondo esterno, su chi ha partecipato, anche inconsapevolmente e senza colpa, a far cercare sicurezza in contatti virtuali più che umani.

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