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Silvia Romano parla dopo il sequestro: “Vi spiego perchè ho deciso di convertirmi all’Islam”

Silvia Romano parla per la prima volta della sua prigionia, del suo rapporto con la fede e della sua conversione all'Islam

Cronaca
Pubblicato il 6 luglio 2020, alle ore 14:53

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Silvia Romano parla dopo il sequestro: “Vi spiego perchè ho deciso di convertirmi all’Islam”

La cooperante Silvia Romano parla dopo la fine del suo sequestro in Kenya, iniziato nel novembre del 2018. In un’intervista parla per la prima volta del motivo che l’ha spinta a convertirsi all’Islam, scelta che le ha portato non poche critiche.

Sono passati due mesi dalla sua liberazione lo scorso 9 maggio. Solo ora Silvia ha voluto parlare di quello che è successo durate la sua prigionia ma soprattutto fa luce su uno degli aspetti più controversi della sua storia: la sua conversione allIslam, che in tanti non hanno capito.

“Prima di essere rapita ero completamente indifferente a Dio, anzi potevo definirmi una persona non credente; spesso, quando leggevo o ascoltavo le notizie sulle innumerevoli tragedie che colpiscono il mondo, dicevo a mia madre: vedi, se Dio esistesse non potrebbe esistere tutto questo mal” ha dichiarato Silvia in una lunga intervista rilasciata al giornale Online La Luce diretto da Davide Piccardo.

“Fino alla fine del mio terzo ed ultimo anno di università, non avevo un particolare interesse nel partire e andare a fare volontariato. verso al fine della tesi mi interessai moltissimo all’argomento che stavo trattando: la tratta di donne ai finiti della prostituzione. Da lì ho avuto uno scatto nei confronti delle ingiustizie. Ho sentito il bisogno di andare e mettermi in gioco aiutando l’altro nel concreto” continua Silvia.

La decisione di andare in Kenya, però, cambierà completamente il corso della sua vita.La giovane, infatti, iene rapita e inizia a domandarsi per quale motivo le stesse capitando tutto questo. “Queste prime domande credo mi abbiano già avvicinato Dio, inconsciamente. Ho iniziato da lì un percorso di ricerca interiore fatto di domande esistenziali. Il passaggio successivo è avvenuto dopo quella lunga marcia, quando ero già nella mia prigione: lì ho iniziato a pensare: forse Dio mi ha punito” continua Silvia.

In una notte, durante un bombardamento la giovane cooperante si avvicina definitivamente a Dio. “In una situazione di terrore del genere e vicino alla morte iniziai a pregare Dio chiedendomi di salvarmi perchè volevo rivedere la mia famiglia. Gli chiedevo un’altra possibilità perchè avevo davvero paura di morire. Quella è stata la prima volta in cui mi sono rivolta a Dio. Poi ad un certo punto ho iniziato a pensare che Dio, attraverso quelsta esperienza, mi stesse mostrando una guida di vita, che ero libera di accettare o meno” racconta Aisha, questo il suo nuovo nome dopo la conversione.

A quel punto la giovane Aisha accetta la fede islamica  trova la sua pace, trovando consolazione nelle preghiere.

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