A causa del crack di Fondazione Mps un farmaco per la cura di una terribile malattia degenerativa, il “morbo di Huntington”, ancora in fase di sperimentazione, rischia di essere tolto di mezzo. Il farmaco è stato sviluppato dalla Siena Biotech, una delle migliori realtà italiane nel campo della ricerca scientifica, e adesso invece rischia di estinguersi. Nell’azienda Siena Biotech fino ad oggi lavorano 51 persone, divise tra biologi e chimici, ma se non sarà permesso di continuare la sperimentazione tutte le loro fatiche e anche i loro posti di lavoro andranno a scomparire.
La “Stampa” racconta che il 13 febbraio i dipendenti della Siena Biotech hanno scoperto che tutte le loro speranze di portare a termine il progetto iniziato stavano per finire in un nulla, e per questo motivo hanno pensato di occupare la sede. Ciò che li aveva spinti a questa decisione era stato l’annuncio del liquidatore nominato dalla Fondazione: l’uomo, che è anche socio unico dell’azienda, aveva fatto sapere ai dipendenti che era in atto la procedura di licenziamento collettivo.
Un vero colpo alla speranza di trovare una cura per questa terribile malattia, definita anche “malattia che danza”: un morbo che conta 6mila casi in Italia e 100mila in Europa, e che va a colpire i muscoli provocando movimenti incontrollati. Al momento le persone affette da questa malattia non hanno alcuna speranza perchè non ci sono cure, e l’unica speranza erano proprio le sperimentazioni, tra cui anche il Selisistat, un farmaco che l’azienda senese stava studiando per verificarne gli effetti.
I ricercatori quindi si sono ribellati e chiedono di finire almeno la sperimentazione, giunta quasi alla fase 3, la più importante, che potrebbe ridare speranza a tante persone che soffrono gli effetti disastrosi della malattia: i ricercatori precisano anche che non vi è nessuna certezza di guarigione, ma qualcosa di positivo potrebbe nascere dalla conclusione della sperimentazione. I ricercatori hanno fatto una vera occupazione, e fanno anche i turni per rendere efficace il loro presidio.
A sostenere il loro impegno ci sono le famiglie dei malati che si sono espresse a favore della situazione mantenuta dai ricercatori. La speranza di salvare la sperimentazione è che qualcuno compri il composto realizzato alla Siena Biotch per ultimare i lavori, ma la cifra è alta: si tratta infatti di 30 milioni in due anni. I ricercatori sperano davvero che la situazione si evolva in positivo.