Sicilia, migranti trattati con violenza e marchiati con coltelli

Le testimonianze dei migranti hanno confermato che sui barconi venivano puniti a seconda delle etnie. Gli scafisti pretendevano addirittura costi extra per i salvagente e prezzi da capogiro per la traversata.

Sicilia, migranti trattati con violenza e marchiati con coltelli

La disavventura dei migranti continua a fare scalpore per le ingiustizie di cui sono vittime. Molti di loro sono stati marchiati con i coltelli e picchiati con le cinture al loro arrivo in Sicilia. Cinque presunti scafisti sono stati arrestati a Palermo perché accusati anche di diverse forme di violenza. Pare infatti che molti migranti fossero picchiati a seconda delle etnie di provenienza.

Dalle testimonianze raccolte dalla polizia pare che i criminali si siano occupati di comandare l’imbarcazione e di controllare i migranti: nel frattempo li piacchiavano e impedivano loro di muoversi. I presunti scafisti sono accusati di omicidio plurimo per aver causato la morte di 26 migranti e forse anche di circa 200 persone che sono scomparse. Secondo le testimonianze sul barcone vi erano 650 persone. Mentre erano in viaggio l’acqua è entrata nella stiva, dove si trovavano gli africani che avevano pagato mezzo biglietto per la traversata.

Appena la stiva si è riempita di acqua gli africani, tra cui vi erano anche donne e bambini, hanno cercato di scappare e di mettersi in salvo, ma gli scafisti li hanno bloccati chiudendo la via d’uscita. Gli africani sono morti annegati, senza poter fare nulla per salvarsi. Alcuni migranti hanno anche detto che gli scafisti colpivano con i coltelli la testa di coloro che si ribellavano e non obbedivano ai loro ordini. In particolare le violenze erano perpetrate verso i migranti di etnia africana, mentre gli arabi sarebbero stati picchiati con delle cinture. Altri uomini erano invece colpiti con calci e pugni.

I soravvissuti hanno raccontato che il costo del viaggio era stato tra i 1.200 e i 1.800 dollari a persona. Addirittura chi voleva un giubbotto di salvataggio avrebbe dovuto pagare un costo maggiore, pare un supplemento che si aggira tra i 35 e i 70 dinari libici, ovvero da 25 a 50 euro circa.

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