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Severamente vietato l’ingresso agli zingari. Cartello choc a Roma

Cartello choc in una panetteria romana vieta l'ingresso agli zingari alla vigilia della Giornata Mondiale contro il Razzismo. Si scatenano cittadini ed associazioni a tutela delle comunità rom.

Cronaca
Pubblicato il 21 marzo 2014, alle ore 16:26

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Severamente vietato l’ingresso agli zingari. Cartello choc a Roma

“Severamente vietato l’ingresso agli zingari” è questo il cartello che è comparso sulla vetrina di una panetteria di Roma in zona Tuscolano.

L’accaduto ha suscitato parecchie critiche e l’indignazione di molta gente nonché delle associazioni contro le discriminazioni tra cui l’Associazione 21 Luglio, che, nello specifico, si occupa di promuovere i diritti delle comunità rom e sinti in Italia. “Ingresso vietato, come per gli ebrei nella Germania nazista, come per i neri, in Sudafrica, durante l’Apartheid” hanno commentato i rappresentanti dell’associazione.

“L’area legale dell’Associazione 21 Luglio ha inviato una lettera di chiarimenti all’esercente, per scoraggiare, in futuro, il ripetersi di simili gesti. Nel 1938 a Berlino, e in seguito in Germania e in molti territori occupati, prendeva il via la cosiddetta ‘Campagna dei cartelli’. Davanti alle porte dei negozi si poteva leggere: ‘In questo locale gli ebrei non sono graditi’, ‘È vietato l’ingresso ai cani, ai mendicanti, agli ebrei’, ‘Per ragioni d’igiene e’ vietato l’accesso ai giudei”. Questo il comunicato diramato dall’associazione grazie al quale, nel giro di pochissimo, la panetteria incriminata ha rimosso il cartello dalla propria vetrina, ma ormai la polemica è stata scatenata.

Si tratta di un evento molto serio che va a ledere la dignità delle popolazioni rom che risiedono in Italia e crea una ghettizzazione di questa civiltà paragonabile a tempi ormai, fortunatamente, passati o a zone poco civilizzate del pianeta. L’accaduto, poi, ha avuto una risonanza ancora maggiore visto che si è verificato alla vigilia proprio della Giornata Mondiale contro il Razzismo in occasione della quale l’Associazione 21 Luglio, che si è occupata della vicenda, ha scritto anche una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per sottolineare ancora una volta il fatto.

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