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Roma

Sergio Mattarella ricorda don Giuseppe Diana a 25 anni dall’uccisione

Il Presidente Mattarella ha rilasciato una dichiarazione in occasione del 25° anniversario dell’uccisione di don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra.

Cronaca
Pubblicato il 19 marzo 2019, alle ore 15:37

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Sergio Mattarella ricorda don Giuseppe Diana a 25 anni dall’uccisione

Venticinque anni fa don Giuseppe Diana è stato ucciso in modo “barbaro e vigliacco“, scrive il Presidente Sergio Mattarella nella Dichiarazione pubblicata nel sito del Quirinale; a quest’uomo, il Presidente, a nome di tutti gli italiani, ha voluto esprimere tutta la sua riconoscenza.

Il Presidente lo ritrae come un “uomo giusto, coraggioso, dedito al bene comune, disposto a pagare di persona” pur di arrivare a contrastare l’ingiustizia e la violenza della criminalità organizzata.

Il messaggio del Presidente

Nato a Casal di Principe, in provincia di Caserta, don Giuseppe non ha mai lasciato la sua gente; instancabile, scrive Mattarella, ha continuato a operare con la speranza che un giorno si potesse spezzare il gioco criminale cui la popolazione era soggetta e che i giovani potessero avere “nuove opportunità di crescita personale e di riscatto sociale”.

Per questo ideale, il 19 marzo di venticinque anni, un gruppo di camorristi gli si sono avvicinati prima della messa e, in sacrestia, l’hanno ucciso. La loro azione, però, ha ottenuto solo degli effetti contrari a quelli aspettati mettendo in evidenza “l’abisso che separa l’umanità di chi cerca il bene dalla disumanità della camorra e delle mafie“.

Per amore del mio popolo non tacerò“, era il pensiero che animava il sacerdote, siglato anche dal martirio. Parafrasando questo messaggio, il Presidente Mattarella ha scritto “Per amore di noi stessi e del nostro Paese sentiamo il dovere…” di far nostro e di trasmettere il testimone di tutti coloro che ci hanno mostrato una via diversa dal piegare la testa di fronte alle minacce, all’illegalità, al sopruso, invitandoci in questo modo a “non rinunciare mai alla dignità della vita“.

Nell’ultimo paragrafo della dichiarazione il Presidente Sergio Mattarella sottolinea che il giorno della memoria segna l’impegno e la responsabilità di tutti a porre fine al terrorismo della camorra, perché la cultura di morte non può prevalere sul desiderio di costruire una società più giusta e ricca di opportunità per tutti. La Repubblica s’impegna a star vicino alle comunità segnate profondamente da queste ferite, ma tutti, istituzioni e cittadini, siamo chiamati a far la nostra parte per la giustizia sull’esempio di don Giuseppe.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il Presidente Mattarella abbia espresso molto bene il carattere decisivo di don Giuseppe Diana per il bene e la giustizia. Ho apprezzato il fatto che abbia ricordato a tutti noi questa figura non come un "brav'uomo" del passato, ma come uomo del presente, giusto e coraggioso, dedito al bene, che ci consegna il testimone.

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