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Sentenza sconvolgente: è troppo mascolina, non è stupro

Secondo le motivazioni di una sentenza non può esserci stupro se la vittima è mascolina; in processo per stupro, infatti, due ragazzi sono stati assolti in appello perché la vittima era poco avvenente.

Cronaca
Pubblicato il 10 marzo 2019, alle ore 18:11

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Sentenza sconvolgente: è troppo mascolina, non è stupro

I fatti risalgono al 2015, quando una giovane ragazza peruviana residente ad Ancona denuncia di aver subito violenza da parte di un conoscente mentre un altro faceva da palo.

La ragazza ha dichiarato che conosceva i 2 aggressori perché frequentavano le stesse scuole serali; quel giorno aveva deciso di uscire con loro per bere qualcosa. A questo punto, i loro racconti sono contrastanti. Secondo i ragazzi, dopo aver bevuto, la ragazza era consenziente ad avere un rapporto con uno di loro; lei, invece, sostiene che inizialmente era consenziente ma di essersi successivamente rifiutata e che il ragazzo non si è fermato.

A seguito delle indagini e della visita medica, è risultato che la ragazza delle lesioni compatibili con una violenza sessuale; inoltre nel sangue della ragazza c’era del benzodiazepine ma lei non ricorda di averlo assunto. 

La sentenza

Nel 2016 si giunge al processo. Nel giudizio di primo grado, i due sono condannati per stupro; il ragazzo che ha avuto il rapporto a 5 anni, l’altro a 3 anni.

I due sono ricorsi in appello e, nel novembre del 2017, la Corte D’Appello li assolve con una motivazione non giuridica ma personale, poco attinenti alle norme. La ragazza, infatti, è stata definita come “scaltra peruviana” e, nelle conclusione della sentenza, viene detto che “non è possibile escludere che sia stata proprio la ragazza ad organizzare la nottata “goliardica”, trovando una scusa con la madre, bevendo al pari degli altri per poi iniziare a provocare il ragazzo inducendolo ad avere rapporti sessuali per una sorta di sfida“. 

Il processo d’appello è stato annullato e ne seguirà un altro su rinvio della Cassazione che ha evidenziato incongruenze e vizi di legittimità.

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Cosa ne pensa l’autore
Liliana Morreale

Liliana Morreale - Si potrebbe scrivere molto sul reato di stupro, per esempio è solo con la legge n. 66 del 1996 che è stato inserito nei reati contro la persona e non più tra i reati contro moralità e buon costume, ma ciò che sconforta quì è che questo ragionamento sia opera di tre giudici donna.

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