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Sedicenne uccide un uomo marocchino di 63 anni a coltellate: "Voleva stuprarmi"

La giovane avrebbe reagito a un tentativo di stupro pugnalando a morte il suo aggressore. La ragazza, cittadina extracomunitaria originaria dell'Africa, ha confessato il delitto.

Cronaca
Pubblicato il 5 gennaio 2019, alle ore 17:32

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Sedicenne uccide un uomo marocchino di 63 anni a coltellate: "Voleva stuprarmi"

La 16enne ha reagito ad un tentativo di stupro accoltellando il suo aggressore a morte: quando l’uomo le si è gettato addosso ha afferrato un coltello da cucina ed ha sferrato sette colpi.

La giovane, una cittadina extracomunitaria originaria dell’Africa – gli inquirenti non hanno svelato la nazionalità – è stata fermata con l’accusa di omicidio.

Le indagini

Le tempestive indagini hanno ricostruito solertemente, nel corso della notte, la dinamica del delitto, la responsabilità della ragazza è stata immediatamente acclarata. La minorenne, che abita con i genitori nel medesimo stabile della vittima, davanti alle contestazioni degli inquirenti sulle evidenti contraddizioni nelle ricostruzioni, ha infine ammesso la sua colpevolezza.

La giovane ha confessato di essere stata aggredita dal 63enne che voleva violentarla e di averlo ferito a morte d’impeto, per difendersi dalla brutale violenza che stava mettendo in atto: “Voleva stuprarmi” ha affermato. La 16enne è stata accompagnata in una casa di prima accoglienza della provincia di Firenze, e la Procura per i minorenni di Firenze ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto per omicidio.

 Il ritrovamento

L’allarme è scattato nella serata di ieri quando sul posto sono arrivati i medici del 118 insieme ai carabinieri: il corpo dell’operaio aggressore, B.A., cittadino marocchino di 63 anni, è stato trovato intorno alle 19.20, a Castelnuovo Scalo, frazione di Asciano (Siena), in un appartamento sito all’interno di uno stabilimento che produce laterizi. Nell’abitazione, di proprietà di un’impresa di materiali di costruzioni che l’ha adibita ad alloggio per i dipendenti, attualmente in fase di ristrutturazione, vivono una ventina di operai.

La vittima era il guardiano della fabbrica di laterizi ed era conosciuto con il nome di Abramo: condivideva l’appartamento con alcuni stranieri. Il marocchino è stato trovato senza vestiti indosso e con diversi tagli sul busto e sul volto. L’accusa di tentato stupro avanzata dalla minore è in fase di accertamento. 

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Se il tentativo di stupro sarà confermato non posso certo biasimare la reazione della ragazza: ricordiamoci che, oltre alla violenza brutale, la giovane avrebbe potuto esser uccisa, come amaramente talvolta accade. Nell'impeto del momento la paura può convertirsi in rabbia e scatenare una furia cieca insospettata. Non sappiamo, inoltre, quale dinamiche, in antecedenza, si fossero instaurate fra la ragazza e la vittima.

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