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Roma

Scomparsa di Emanuela Orlandi: ritrovate nei pressi del Vaticano alcune ossa sepolte

La procura di Roma indaga per omicidio dopo il ritrovamento di alcune ossa in un edificio di proprietà del Vaticano. La scoperta fatta da alcuni operai durante alcuni lavori di riqualificazione.

Cronaca
Pubblicato il 31 ottobre 2018, alle ore 14:37

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Scomparsa di Emanuela Orlandi: ritrovate nei pressi del Vaticano alcune ossa sepolte

Dopo 35 anni, il caso di Emanuele Orlandi, la cittadina vaticana di 15 anni scomparsa a Roma nel lontano1983, è tornato nuovamente alla ribalta. L’Ansa ha rivelato che la Santa Sede e la magistratura italiana stanno indagando su alcune ossa recuperate al di fuori delle mura leonine, in una zona di proprietà del Vaticano.

La scoperta è stata fatta da alcuni operai che stavano eseguendo dei lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura Apostolica in Italia. Ma non è ancora possibile risalire alla datazione di quei resti umani, né sapere se appartengano a un uomo a una donna. “Si stanno eseguendo comparazioni, concentrate in particolare sul cranio e sui denti, per verificare se i resti rinvenuti si ricolleghino al caso di Emanuela Orlandi“, dice l’agenzia del Vaticano. Le indagini si stanno svolgendo in collaborazione con la magistratura italiana, la quale intende verificare se il ritrovamento osseo possa appartenere anche a un’altra ragazza scomparsa in quei giorni: Mirella Gregori.

Alla notizia del ritrovamento osseo, i gendarmi hanno informato la Santa Sede e la notizia è stata poi data alle autorità giudiziarie italiane. Adesso interverranno la Polizia Scientifica e la Squadra Mobile della Questura di Roma. Si tratta di individuare età anagrafica, epoca della morte, e sesso della persona cui appartengono quelle ossa.

Emanuele Orlandi scomparve a Roma la sera del 13 giugno 1983 dopo essere uscita dalla chiesa di Santa Apollinare, dove suonava il flauto. La sua sorte diventò un caso nazionale. Si parlò di un rapimento a scopo ricattatorio contro il Vaticano per il crac del Banco Ambrosiano, di terrorismo internazionale legato al mancato delitto di Papa Giovanni II per mano di Alì Acga, di un rapimento organizzato da di Renatino De Pedis, della banda della Magliana, per conto di un alto prelato, fino a quello di un presunto caso di pedofilia con orge organizzate in Vaticano e costate la vita alla ragazza.

Tutte ipotesi che non hanno mai trovato fondamento, anche perché false testimonianze, telefonate anonime e depistaggi resero difficile, se non impossibile, risalire alla verità. Una verità che con l’esame di quelle ossa ritrovate nei pressi della Santa Sede potrà forse cominciare a venire alla luce.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Ci sono troppe zone d'ombra sulla sparizione della Orlandi. Il fatto che innumerevoli depistaggi abbiano ostacolato la ricerca della verità fa sospettare che Il Vaticano, lacerato da conflitti interni, scandali finanziari e pedofilia, non sia esente dalle responsabilità sulla sorte della ragazza. È probabile che la verità sulla sparizione di Emanuela potesse in qualche modo portare sul banco degli imputati alti prelati della Santa Sede. Da qui i depistaggi.

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