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Sciopero contro i tagli del governo. Studenti in piazza in tutta Italia

Studenti in piazza per rivendicare i diritti allo studio e i tagli del governo alla scuola. Sono più di 30 città a muoversi in corteo facendo valere i loro diritti e le loro motivazioni

Cronaca
Pubblicato il 12 ottobre 2018, alle ore 10:52

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Sciopero contro i tagli del governo. Studenti in piazza in tutta Italia

Oggi in oltre 30 città italiane gli studenti scendono in piazza contro i tagli del governo e nessun cambiamento.

La protesta è organizzata dalle principali associazioni studentesche, come UDS, UDU, Rete degli Studenti Medi, ecc. Aderiscono allo sciopero anche gli studenti universitari e la FLC Cgil.

Lo sciopero

Gli studenti che aderiscono allo sciopero rivendicano il diritto allo studio e accusano il Governo di strumentalizzazione e propaganda. Il Governo ha giustificato i 100 milioni di tagli alla scuola come un risparmio necessario.

Gli studenti in piazza hanno programmato lo sciopero di questa mattina con motivazioni ben precise. In particolare, ai tagli alla scuola si aggiungono la richiesta dell’immediata messa in sicurezza degli edifici scolastici, una risoluzione al problema dell’alternanza scuola-lavoro e gli investimenti per il diritto allo studio.

I cortei, a partire dalle 9 circa, si muoveranno in diverse città del Nord e del Sud Italia. In particolare, nella giornata odierna, l’appuntamento a Roma è al Piazzale Ostiense; a Torino in piazza Arbarello, a Milano in Porta Garibaldi, a Pisa in piazza Guerrazzi; a Napoli, in piazza Garibaldi; a Bari in piazza Umberto I; a Cosenza in piazza Loreto. Altri cortei si svolgeranno a Bergamo, Monza, L’Aquila, Campobasso, Lecce, Caserta e Catania.

Alcune dichiarazioni

Giammarco Manfreda, Coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi, ha espresso la sua opinione e ha dichiarato: “Chi ha paura di cambiare? Ce lo chiediamo ormai da qualche mese, da quando si è insediato il cosiddetto “governo del cambiamento”. Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi chiama 100 milioni di tagli sulla scuola “risparmi” perché non ha nessuna intenzione di investire su ciò che realmente genera cambiamento: l’istruzione. Ogni anno più di 150mila studenti lasciano le scuole, trascinati dai costi folli dell’istruzione e da una didattica che lascia indietro gli ultimi, fatta di lezioni frontali, spazi inadeguati e bocciature. Finché non invertiremo questa tendenza continueremo a scendere in piazza”.

Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, invece, punta sulle conseguenze dei tagli per le università: “Sul fronte universitario assistiamo solo a slogan e parole vuote ancora una volta non si prevede una netta inversione di rotta sul finanziamento del sistema universitario, dal FFO al fondo integrativo statale per le borse di studio, mentre osserviamo i diversi ministri esprimersi confusamente su una ipotetica revisione del sistema di accesso a numero chiuso e programmato all’università nel silenzio assordante del MIUR. Siamo stanchi di essere relegati ai margini di una politica che vuole parlare per noi, ma non ci ascolta e ci dimentica finite le passerelle elettorali. Siamo pronti a intraprendere un lungo percorso mobilitativo a partire dalle piazze di domani in tutto il paese”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Lo sciopero è un diritto per dare voce alle proprie opinioni e far comprendere il malessere che si sta vivendo. Speriamo che i cortei studenteschi si muovano in pace, senza creare episodi violenti, ma soprattutto che il Governo ascolti le loro richieste e trovi una soluzione ai tagli che ha predisposto.

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