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Scambio di salme in ospedale dopo la morte per Covid-19. “Quella non è nostra madre”

I figli dell'anziana donna chiedono chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla morte della madre dopo lo scambio di salme

Cronaca
Pubblicato il 23 luglio 2020, alle ore 10:27

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Scambio di salme in ospedale dopo la morte per Covid-19. “Quella non è nostra madre”

Ha dell’incredibile lo scambio di salme avvenuto ai danni di un’anziana. I figli chiedono chiarezza sulle condizioni in cui è morta la madre.

Il 24 marzo scorso i figli della signora Giuseppina Candelori vengono informati che la madre è risultata positiva al Covid-19 e che quindi verrà trasferita, insieme ai pazienti della struttura, al Nomentana Hospital.

Sfortunatamente la signora muore il 15 aprile ma quel che è peggio è che il giorno dopo i figli si rendono conto che la salma in ospedale non è quella della madre. Una scoperta terribile a cui se ne aggiunge subito un’altra: probabilmente la loro mamma è stata tumulata l’11 aprile a Rocca Sinibalda sotto un altro nome per via di uno scambio di salme.

Al momento del trasferimento in ospedale, infatti, i figli della signora Giuseppina perdono ogni contatto con la loro mamma e riusciranno ad avere notizie solo da parte del medico di turno. Quando, però, scoppia un focolaio al Nomentana Hospital la donna viene trasferita alla Rsa di Guidonia e successivamente, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, al Policlinico Umberto Primo di Roma.

I figli vengono avvisati successivamente della morte della madre e si recano, quindi, alla camera ardente allestita in Viale Regina Elena ed è proprio lì che si rendono conto che quella non è la loro madre. Inizia quindi un iter burocratico con una denuncia ed un esposto.

“Sono passati tre mesi. Siamo in ansia, prostrati, non sappiamo cosa sia veramente successo a nostra madre e dove sia finita: hanno scambiato le cartelle e allora come l’hanno curata? Quali medicine le hanno somministrato? E’ indegno che persone anziane siano state trattate così, abbandonate a loro stesse, in condizioni fisiche talmente compromesse da aver addirittura contratto la scabbia. E’ intollerabile” raccontano i figlio della signora Giuseppina, che ancora oggi cercano la verità sulla morte della loro madre.

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