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Sardegna, da isola Covid-free a untrice: la grande bugia

Nel grande traffico di turisti agostano è scoppiato il caso che ha visto protagonista l'isola, notoriamente Covid-free grazie al suo isolamento di natura geografica, ma anche perché i suoi abitanti (1.600.000) hanno rispettato le norme governative.

Cronaca
Pubblicato il 24 agosto 2020, alle ore 13:33

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Sardegna, da isola Covid-free a untrice: la grande bugia

Fa sorridere i sardi, ma provoca anche la rabbia degli abitanti dell‘isola, da sempre rispettosa dei regolamenti governativi. La Sardegna ha affrontato il lockdown e il post, attraverso i gestori dei locali che hanno sempre adottato tutte le misure di sanificazione e i suoi abitanti, i quali, volenti o nolenti, hanno costantemente indossato mascherine e mantenuto il distanziamento sociale.

Quando parliamo di locali in Sardegna ci riferiamo ai luoghi realmente vissuti dai sardi, dal bar di paese ai pub cittadini; un po’ meno includiamo i locali della movida gallurese, riservati a un altro target di persone per lo più non isolano.

Sardegna, dove il turismo è stato più forte del virus

Ciò che è successo ad agosto è stato generato da due fattori non connessi. Da un lato, c’è stata la presenza massiccia di turisti grazie alle politiche di ristoratori e albergatori che hanno affrontato in maniera decisa il virus, adottando le misure anti-contagio all’interno dei loro locali e continuando a promuovere le loro attività, in modo da attirare comunque un buon numero di visitatori.

Dall’altro lato, sono state del tutto carenti le politiche di controllo agli ingressi. Lasciamo perdere le proposte giudicate anticostituzionali, come “il passaporto sanitario” del governatore Solinas. Non sempre sono state adottate prassi semplici come il rilevamento della temperatura corporea durante la fase di ingresso nell’isola, e questo ha permesso che il virus circolasse indisturbato. 

Sardegna, oltre al danno la beffa!

Non solo gli isolani si sono ritrovati con livelli di contagio che si erano visti solamente durante il lockdown di marzo (si parla di una quarantina scarsa di casi), ma si è persino sentita definire isola di untori. In realtà neppure un sardo era affetto dal Covid-19 fino a questo momento

L’opera dei media è stata la becera costruzione di una situazione inesistente, inasprita dalla polemica della Regione Lazio, con la quale pare si stia trovando un accordo in merito ai controlli. Un caso montato ad arte, considerando anche che i focolai sono partiti da zone turistiche non esattamente frequentabili da “chiunque”.

Quali sono attualmente le Regioni con maggiori contagiati

Dati alla mano, le cinque Regioni con maggiore tasso di contagio sono: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. Le province con maggiore tasso di contagio sono, invece: Milano, Brescia, Torino, Bergamo, Roma, Cremona, Monza e Brianza, Bologna, Genova, Pavia.

La Sardegna non è neppure tra le Regioni ad alto tasso di contagio. Ad oggi, la Sardegna non ha pazienti ricoverati in terapia intensiva, ne ha 18 ricoverati con sintomi e 320 persone sono in isolamento domiciliare. L’RT isolano è di 0.33, tra i più bassi in tutta la nazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Silvana Loddo

Silvana Loddo - La Sardegna ha subito giudizi ingiusti e totalmente infondati. Tutti, regioni e media in primis, sono consapevoli del fatto che il virus è arrivato da oltre mare e solo dopo si è diffuso attraverso i turisti che hanno lasciato l'isola una volta terminate le ferie. L'oltraggio è probabilmente derivato dalla reazione dell'anziano imprenditore milionario (Briatore) il quale, dopo aver infettato il nord dell'isola a causa dell'assenza di controlli e del mancato distanziamento sociale all'interno del suo locale, ha creato la solita polemica sterile di chi, anziché assumersi le sue responsabilità, ha risolto il problema scappando con il suo jet privato a Montecarlo. La Sardegna non ha bisogno di questi personaggi privi di etica e senso civico che non producono alcuna ricchezza alla vera isola

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