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Sara Turetta, presidente di un’associazione per animali, in isolamento in una clinica veterinaria

Partita da Milano il 23 febbraio, la fondatrice dell’onlus animalista è in isolamento forzato per le precauzioni decise dal governo locale. Da due settimane non può avere contatti con altre persone ma è in compagnia dei suoi amici animali ricoverati in clinica.

Cronaca
Pubblicato il 6 marzo 2020, alle ore 17:16

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Sara Turetta, presidente di un’associazione per animali, in isolamento in una clinica veterinaria

Atterrata a Bucarest alla fine di febbraio, i controlli dello scalo le hanno chiesto di indicare la sua provenienza. Sara Turetta, presidente e fondatrice della onlus “Save the dogs and other animals” che salvaguarda il benessere animale, proveniva da Milano, piena zona rossa dell’emergenza coronavirus.

Il giorno dopo il suo arrivo, la Asl di Costanza l’ha contattata per informarla della quarantena obbligatoria a cui sarebbe stata sottoposta: 14 giorni senza poter aver contatti con altre persone al di fuori dei veterinari e degli aiutanti presenti in quel momento nella clinica. Sara ha obbedito agli ordini di tutela e attualmente si trova alla “Footprint of joy”, un vero e proprio ospedale per cani in cui lavorano 50 dipendenti che assistono oltre 2.000 animali ogni anno.

L’associazione “Save the Dogs” è stata creata dalla sig.ra Turetta nel 2001, quando decise di cambiare radicalmente vita lasciando il suo lavoro di pubblicista alla Saatchi& Saatchi. Una scelta spinta dalle orribili immagini dei massacri dei randagi che abitualmente avvenivano in Romania. Dal suo arrivo, un medico la contatta giornalmente per sincerarsi delle condizioni di salute ed alcuni amici si preoccupano di fornirle il cibo necessario.

La Turetta ha accolto positivamente questo momento, approfittando del tempo per dedicarsi alle ultime parti della sua autobiografia incentrata sulla creazione dell’associazione e la successiva costruzione della clinica veterinaria, una realtà importante che accoglie e salva centinaia di animali ogni anno. “La nostra è una zona di guerra ed è come trovarsi in trincea ogni giorno”, ha dichiarato in una recente intervista, “ed ogni giorno vengono portati animali, sia di affezione che non, in condizioni molto gravi, spesso a causa di maltrattamenti”.

Questa situazione ha comunque portato una nota positiva, con un’esposizione mediatica della struttura, tanto che la Turetta ha deciso di prolungare il suo soggiorno oltre le due settimane per poter partecipare ad un incontro con alcuni rappresentanti politici che, in vista delle prossime elezioni, vogliono portare più attenzione al forte problema del randagismo ancora presente nel Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Calegaro

Luca Calegaro - E’ bello sapere che un’emergenza globale come il recente virus abbia portato una nota positiva per la tutela degli animali. Mi auguro che il duro lavoro della sig.ra Turetta possa ricevere tutta l’attenzione mediatica necessaria. Aver rinunciato ad una carriera per un progetto così importante è un gesto che merita di ricevere tante soddisfazioni in futuro. Sicuramente comprerò il suo libro quando sarà pubblicato.

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