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Sanremo: il sosia di Freddie Mercury canta per strada senza mascherina e viene arrestato

A Sanremo, città della kermesse del Festival, il sosia di Freddie Mercury si mette in mostra con atteggiamenti che violano le norme Covid, esibendosi senza indossare la mascherina.

Cronaca
Pubblicato il 6 marzo 2021, alle ore 16:09

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Sanremo: il sosia di Freddie Mercury canta per strada senza mascherina e viene arrestato

Sono tantissimi i sosia che provano a emulare i loro artisti preferiti guadagnando anche qualche soldo in merito. In questi giorni Sanremo ospita il Festival della Canzone Italiana con ingenti misure restrittive, a cominciare dall’assenza del pubblico nel teatro e da una città blindata, ma nonostante le norme e i veti, qualcuno ne approfitta contravvenendo a queste regole rischiando addirittura l’arresto. Si tratta di un fatto accaduto che ha come protagonista Piero Venery. 

Venery, il nome d’arte di Piero Epifani che, da giorni è piazzato davanti all’Ariston, il teatro della kermesse canora, si esibisce, nonostante i divieti e le regole imposte, imitando il suo mito musicale, ovvero Freddie Mercury. Una emulazione che, non riguarda soltanto le movenze, ma anche l’abbigliamento, al punto da indossare dei baffi. L’artista di Manduria, in provincia di Bari, ha portato con sé un microfono e si dedica anche a qualche selfie con i passanti. 

L’artista o presunto tale si esibisce senza indossare la mascherina e, proprio questa sua violazione, gli è costata un rimprovero da parte della polizia stradale che gli intima d’indossarla e anche una ammenda del valore di 280 €. Ovviamente, lui ha continuato a cantare, disattendendo alle imposizioni degli agenti, i quali lo hanno arrestato caricandolo sulla volante nella giornata del 4 marzo. 

Al momento dell’arresto indossava un completo rosa ed era ovviamente senza mascherina. Agli agenti, ha ribattuto la sua posizione in questo modo: “Voi rappresentate la legge, io rappresento una leggenda”. L’artista ha raccontato il suo percorso a Red Ronnie che ha filmato il momento del suo arresto dicendo di esibirsi come protesta per il blocco delle attività artistiche in Italia. Si ricorda che i teatri, i cinema, sono chiusi per via della situazione sanitaria. 

L’artista è molto noto, non solo in Italia, ma anche oltre i confini italici, con  la sua tribute band White Queen dove si esibisce cantando le canzoni del celebre gruppo e del suo carismatico leader. Non è la prima volta che viola la legge: già nel 2014 è finito nei guai con il fisco dal momento che ha nascosto all’erario un patrimonio da 800 mila Euro di cachet, in seguito alle sue esibizioni. 

Ai microfoni di Red Ronnie, ha raccontato di non indossare la mascherina per la seguente ragione:  “Non la indosso perché è come ri-ammazzare la persona che ho ricucito. Dal 2003 ho rimesso in piedi il cantante sacrificando me stesso”. Venery non ha nessuna intenzione di pagare la multa che gli è stata comminata e Red Ronnie continua a difendere questo suo comportamento e gesto. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Capisco che, per i lavoratori dello spettacolo, non poter lavorare sia molto difficile, ma violare le regole del Covid, proprio come ha fatto Venery, è sempre sbagliato. In un periodo del genere in cui i contagi salgono sempre più, è sempre utile mantenere la soglia dell'attenzione alta e un atteggiamento del genere rischia di rivelarsi, come successo, molto controproducente. Dubito che abbia capito la lezione, considerando che non ha nessuna intenzione di pagare la penale.

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